rassegna stampa" "

Quotidiani e periodici” “

I nuovi attentati in Medio Oriente, ad una settimana dal vertice di Aqaba, monopolizzano l’attenzione dei quotidiani americani, all’indomani delle dichiarazioni del presidente Bush, che ha rivolto un appello ai leader mondiali affinché aiutino gli Usa nel risolvere pacificamente il conflitto in Terrasanta e nella lotta al terrorismo. “Bush condanna il conflitto mediorientale”, è il titolo di un articolo in cui David Stout ( Herald Tribune, 12/6) fa il punto su quella che molti commentatori hanno definito la prima “sconfitta” della “road map”, il piano di pace proposto da Usa, Onu, Federazione Russia ed Unione europea. “Il presidente Bush – si legge nell’articolo citato – ha condannato gli ultimi attentati suicidi in Israele e ha chiesto a ‘tutto il mondo libero’ di rifiutare la violenza tra israeliani e palestinesi”. Sulla situazione dei cristiani in Terra Santa si sofferma, invece, il Catholic Herald (30)5), con un servizio in cui, tracciando una panoramica delle diverse posizioni dei leader ecclesiastici (tra cui il patriarca Michel Sabbah) parla di una Chiesa “di fronte alla frammentazione”.
Altro argomento dei principali quotidiani europei, l’ingresso della Polonia nell’Unione Europea. “L’Europa, da Londra a Varsavia”, è il titolo di un articolo firmato da Guillaume Goubert ( La Croix, 11/6), in cui si fa notare che “la Polonia (…) è stata più volt radiata dalla carta d’Europa, dilaniata dagli appetiti convergenti della Russia, dell’Austria e della Germania. Con la sola forza di una cultura profondamente radicata, la nazione polacca è sopravvissuta. Ma sa che quella sicurezze le porterà l’appartenenza ad un’organizzazione collettiva che preferisce il consenso, anche se laborioso, al confronto“. “La Polonia, il più grande dei paesi candidati, dice ‘sì’ all’Europa”, titola Le Monde del 10/6, dove Cristophe Chatelot sottolinea che “il voto polacco rappresenta anche una soddisfazione per Bruxelles, che ha condotto negoziati difficili con Varsavia”. Sulla futura Costituzione europea si sofferma, invece, Franco Cardini, che sul quotidiano cattolico italiano, Avvenire (12/6), afferma polemicamente: “Il preambolo della nostra Costituzione nasce assolutamente vergine di qualunque riferimento: non è cristiano, non è greco, non è illuministico. Non è nulla. L’Europa è Eurolandia, l’Europa è organizzazione finanziaria ed economica nata per gestire l’utile e il dilettevole dei cittadini europei; essa non ha nome, non ha storia, non ha tradizione”.

La famiglia un bene prezioso-Il Papa in Croazia” è il titolo dell’articolo di Hans Joachim Fischer che, nella sezione politica il 10/06, il quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung dedica alla fine del viaggio del Pontefice in Croazia. Riassumendo tutte le tappe del viaggio il giornalista rileva come l’attenzione del Papa sia andata, in particolare nell’omelia durante la messa celebrata nella città di Osijek, “ con affetto particolare ai rappresentanti e ai fedeli della Chiesa, ortodossa, della comunità ebraica e dell’Islam” e come, nella città di Djakovo “ pregando nella cattedrale abbia fatto appello al coraggio degli uomini ‘a costruire una società giusta e pacifica.”
Sullo stesso quotidiano spazio anche per l’avvio del Katholikentag mitteleuropeo, in particolare per l’avvio viennese del 10 giugno con il Vespro europeo della pace. Reinhard Olt nell’articolo “Pellegrinaggio dei popoli” scrive che “ i vescovi austriaci cercano di ricondurre cautamente all’Europa i loro confratelli dell’Europa centrale che durante l’era comunista erano stati brutalmente perseguitati” ma, allo stesso tempo, altro obiettivo della manifestazione è “ portare davanti agli occhi dei cattolici austriaci il coraggio dei seguaci e la devozione popolare dei loro confratelli dell’Est e del Sudest dell’Europa centrale.”
“Arrivati in Europa”, l’editoriale in prima pagina dello stesso quotidiano siglato M.L. “Benvenuti in Europa”. Gli auguri, sostiene l’autore “vanno rivolti ai politici e al popolo polacco”, come anche “al Papa polacco che aveva invitato al coraggio i suoi compatrioti poco prima del referendum per l’Europa.” Per quanto riguarda i Polacchi, leggiamo, essi “hanno tratto le giuste conclusioni per la storia del loro Paese in una precaria situazione mediana europea in quanto l’integrazione, alla quale hanno aderito, è una riassicurazione contro le ricadute nel XIX e XX secolo.”.———————————————————————————————————–
Sir Europa (Italiano)
N.ro assoluto : 1213
N.ro relativo : 43
Data pubblicazione : 13/06/2003