La bozza ” “

Preambolo – Il mancato riferimento esplicito alle radici cristiane è stato temporaneamente sostituito con una nuova formulazione del paragrafo 2 in cui si menzionano “i retaggi culturali, religiosi e umanistici dell’Europa”.
Valori – Tra i valori dell’Unione si annoverano “rispetto della dignità e dei diritti dell’uomo, libertà, democrazia, uguaglianza, stato di diritto”.
Personalità giuridica – Ai sensi dell’art. 6, per la prima volta nella sua storia “l’Unione ha personalità giuridica”.
Competenze – Cinque sono le competenze esclusive che l’art. 12 assegna all’Unione: “le regole di concorrenza per il funzionamento del mercato interno, politica monetaria, politica commerciale comune, unione doganale, conservazione delle risorse biologiche del mare”.
Istituzioni – E’ il capitolo più controverso: ai sensi dell’art.18, le Istituzioni dell’Unione sono il Parlamento europeo, il Consiglio europeo, il Consiglio dei ministri, la Commissione europea, la Corte di giustizia.
Politiche e strumenti – Restano ancora da completare gli articoli della Parte III, in relazione al voto a maggioranza qualificata ed alla sua estensione alla Pesc (Politica estera e di sicurezza comune) e alla Pesd (Politica europea di sicurezza e di difesa): le limitazioni di sovranità alle quali i governi andrebbero incontro in questo settore sono all’origine di forti opposizioni.
Carta dei diritti – A sorpresa il Presidium ha presentato un emendamento al Preambolo della Carta – contenuto nella bozza finale – secondo il quale le Corti nazionali e la Corte di Giustizia Ue dovranno rifarsi, nell’interpretazione degli articoli della Carta, “alle spiegazioni elaborate su impulso del Presidium della Convenzione che ha redatto la Carta”. Le reazioni sono state negative.