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“Rafforzare la speranza nel nostro Paese e riannodare i fili del dialogo e della riconciliazione” sono questi gli impegni principali cui è chiamata la Chiesa cattolica di Bosnia all’indomani della visita del Papa (22 giugno) a Banja Luka. Secondo il vescovo della città, mons. Franjo Komarica, “il viaggio del Papa nel nostro Paese è stato ricco di messaggi e di inviti rivolti non solo alla Chiesa cattolica. Direi che il principale è quello di rafforzare la speranza. Dobbiamo, con pazienza, lavorare, secondo la volontà di Dio, per il rinnovamento della vita sociale, politica, economica e religiosa, rivitalizzare tutto ciò che è tramortito e spezzato nei cuori della gente e nei rapporti umani”. “Questo significa – dichiara il presule al Sir – lavorare perché i cattolici possano continuare a vivere nel territorio delle nostre diocesi e perché coloro che sono stati scacciati possano ritornare nelle loro abitazioni secolari godendo di tutti i diritti umani e delle libertà civili”. “Con la forza della fede, alimentata dalla preghiera in famiglia e dall’Eucaristia, vogliamo impegnarci per riannodare i fili del dialogo e della riconciliazione”. “Noi vescovi, sacerdoti e laici – conclude – siamo consapevoli di questo importante compito. Vogliamo continuare a percorrere la strada del perdono e del pentimento. Ogni altra via sarà meno efficace per testimoniare il Vangelo in questa terra il cui futuro è in Europa, come il Papa ha più volte ricordato. L’esempio del Beato Ivan Merz ci aiuti ad essere ‘ veri testimoni della presenza di Cristo’ nella nostra Patria”.