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Due esperienze che si aggiungono alle molte promosse dalle Chiese europee” “” “
Nell’anno che l’Europa dedica alle persone con disabilità continuano le iniziative e le prese di posizione delle Chiese europee (Cfr Sir 43/2003 e 45/2003 ) per sensibilizzare le comunità su questo tema. In Portogallo e Francia, ad esempio…
Portogallo, appello dei vescovi. Un appello forte ai responsabili politici, alla Chiesa cattolica e a tutte le religioni, al volontariato, alla comunità scientifica e alle famiglie perché sia “riconosciuta e tutelata” la dignità delle persone con disabilità viene dai vescovi portoghesi, nell’Anno europeo delle persone disabili e nella settimana della vita che si è celebrata in Portogallo dal 18 al 25 maggio. Nella nota pastorale, stilata dalla Commissione episcopale della famiglia, si ricorda che il 10% delle persone di ogni società (una persona su 4) nasce con problemi di disabilità. Per cui ci si rivolge alle famiglie che hanno all’interno persone con disabilità perché “affrontino con coraggio le difficoltà”, ai politici “perché siano assicurati, attraverso mezzi legislativi, ad esempio nella sfera della scuola, dell’urbanizzazione e nel mondo del lavoro, pari opportunità e condizioni di vita” per sentirsi “cittadini a pieno diritto, partecipando alla vita della società”. E auspicano anche che “le nostre comunità si aprano al volontariato per sostenere le persone con disabilità nell’integrazione sociale”. Viene fatto un appello anche alla comunità scientifica, “in particolare alla ricerca biomedica, per prevenire le disabilità, ricercare la cura, suggerire nuove forme di assistenza, di riabilitazione e di integrazione sociale”. Si chiede inoltre alla comunità parrocchiale di essere “accogliente”, di eliminare le barriere architettoniche, di avere supporti diversificati per la catechesi con i disabili.
Francia, 1464 comunità. Secondo un’indagine sull’handicap dello scorso autunno, finalizzata a fornire un quadro della situazione e dei bisogni collegati, sono 12 milioni i cittadini francesi portatori di disabilità. Tra questi, molti sono disabili anziani, come ricorda, Philippe de Lachapelle, direttore dell’Ufficio cristiano delle persone disabili (Och), 30 mila benefattori, 1464 comunità presenti in 76 città, “un fenomeno crescente dovuto all’allungamento della vita media e che si fa sentire crudelmente nelle famiglie a causa anche della mancanza di idonee strutture di accoglienza”.
Una di queste strutture si trova a Parigi ed è gestita da 13 religiose della Congregazione delle Suore ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù. Si chiama “Casa San Germana” ed ospita, nei suoi ottanta letti, donne con disabilità motorie di età superiore ai 18 anni. Coadiuvate da circa 50 persone le religiose assistono i disabili, curandoli e animando la casa con attività di pittura della seta, tessitura, mosaico, disegno, terracotta, sartoria, vimini e cucina. I prodotti, frutto di questa attività, vengono venduti in mostre annuali. Recentemente è stato organizzato anche un saggio di danza. “Il nostro scopo spiega la direttrice della Casa, suor Consuelo è l’accoglienza e il rispetto. Accettiamo disabili di tutte le religioni e abbiamo avuto da poco il battesimo di due musulmani e di un’ebrea, con l’accordo dei familiari. Nella casa, inoltre, una volontaria fa catechismo a quindici residenti animando anche la condivisione del Vangelo della domenica”. Un ruolo importante spetta alle famiglie, che sono invitate “a non lasciare soli i familiari e ad andare a trovarli almeno due volte al mese”. “Da parte nostra aggiunge proponiamo visite a musei, giardini e centri commerciali”. Intanto un’équipe di animatori è occupata con la preparazione della festa di fine anno sul tema del Messico.