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Insegnamento della religione cattolica” “” “
L’insegnamento della religione cattolica nella scuola e la cura pastorale del popolo sono i due temi che in questi giorni ricevono l’attenzione della Chiesa spagnola. In Spagna la religione cattolica a scuola sarà “una materia valutabile come storia o matematica, e così avrà la dignità delle altre materie”. Questo il recente provvedimento del governo spagnolo, che ha aperto una polemica coinvolgendo sindacati, scuole, Chiesa e associazioni di genitori. Fino ad ora si poteva studiare religione ma il voto non contava per l’ingresso all’università. Nel nuovo sistema, questi docenti saranno responsabili dell’insegnamento della religione confessionale. La religione rientra nell’ambito scolastico “Società, cultura e religione”. Due sono le scelte: o materia di carattere confessionale (cattolica, ad esempio), o non confessionale, per studiare la pluralità del fatto religioso nella società. Per quanto riguarda l’ora alternativa, verrà svolta dai docenti di storia o filosofia. In accordo con la Loce (Legge organica di qualità dell’educazione), la nuova materia, che prenderà l’avvio nell’anno scolastico 2004/2005, sarà presente nel curriculo accademico dell’alunno. L’anno prossimo continuerà il sistema ancora vigente, chiamato “Religione e morale cattolica”, stabilito nel 1979, anno degli accordi tra il governo di Adolfo Suárez e i vescovi spagnoli, in cui si può scegliere etica come materia alternativa. Tra le opzioni alternative vi è la possibilità – non valutabile – di scegliere giochi da tavolo, calcio o altro. La Chiesa da tempo aveva protestato per questa situazione “offensiva” verso la religione. Attualmente l’82% dei genitori sceglierebbe la materia di religione per i figli. In un comunicato stampa, Manuel de Castro Barco, segretario generale de la Federazione spagnola dell’insegnamento cattolico (Fere), una organizzazione a cui aderiscono 1.871 scuole private, considera “giusta la decisione del governo”. “Questa materia – dichiara de Castro Barco – deve avere lo stesso trattamento accademico delle altre, perché in questo modo le si attribuisce il rigore scientifico e culturale dovuto”. Per il segretario della Fere, “è difficile capire che si parli di incostituzionalità e che si voglia fare ricorso al Governo”, riferendosi alla decisione dell’opposizione di fare appello per dichiarare anticostituzionale il provvedimento. In Spagna vi sono 18.000 insegnanti di religione, scelti dai vescovi ma pagati dallo Stato.