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A Paul Ricoeur il Premio "Paolo VI"” “

“La ricerca di Paul Ricoeur evidenzia quanto sia fecondo il rapporto tra filosofia e teologia, tra fede e cultura”. Così Giovanni Paolo II, consegnando il 5 luglio al novantenne filosofo francese di fede riformata il premio internazionale “Paolo VI”, riconoscimento attribuito ogni cinque anni a una personalità o Istituzione distintasi nell’ambito della cultura di ispirazione religiosa. Ricoeur, ha proseguito il Pontefice, “è conosciuto anche per l’apporto generoso al dialogo ecumenico tra cattolici e riformati”. Pertanto, “appare quanto mai opportuna la scelta da parte dell’Istituto Paolo VI di onorare un filosofo e al tempo stesso un uomo di fede”. A Ricoeur è stata assegnata la somma di 100mila euro, che – secondo la sua decisione – sarà versata alla “Fondation John Bost”, un’opera caritativo-assistenziale francese fondata nel 1848 e che ha in cura oltre un migliaio di persone con handicap, anziani non autosufficienti e disadattati sociali. “Filosofo della ricerca, dell’ascolto e del dialogo”: è notevole la somiglianza dello studioso con Paolo VI, “se si pensa al peso accordato da entrambi al dialogo e all’ascolto”, ha detto il filosofo Georges Cottier. “Molte istituzioni cattoliche – ha aggiunto il filosofo Charles Morerod – fanno riferimento al pensiero di Ricoeur: segno che in lui c’è una forte componente di ecumenismo. I suoi meriti? Aprire alla Bibbia le porte della filosofia e dare prova di apertura totale”. Sollecitato a intervenire, tra l’altro, sui temi del dialogo intergenerazionale, Ricoeur ha affermato: “Oggi le nuove generazioni mostrano un’insofferenza crescente per l’ingiustizia e le disuguaglianze. E proprio questa è la virtù più grande che ci presentano: l’indignazione davanti a una società che predica la parità dei diritti ma, contemporaneamente, moltiplica la ricchezza e le disuguaglianze”.