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La scienza aiuti la vita” “

Cellule staminali: la Comece critica i finanziamenti Ue” “

Mercoledì 9 Luglio la Commissione europea ha dato il via libera alla proposta per accordare finanziamenti comunitari alla ricerca sulle cellule staminali che prevedono la distruzione degli embrioni in sovrannumero. La decisione rientra negli “orientamenti etici, chiari e rigidi” previsti nel quadro del VI programma di ricerca e di sviluppo tecnologico. In particolare la proposta indica che potranno essere utilizzate esclusivamente cellule staminali isolate a partire da embrioni in sovrannumero – destinati alla distruzione – donati prima del 27/6/2002 – data dell’adozione del VI programma di ricerca e di sviluppo tecnologico – e sui quali è stato espresso il consenso per uso scientifico. Questo per evitare che “il finanziamento dell’Ue incentivi indirettamente la produzione di un maggior numero di embrioni”. La proposta, che prende il nome dal Commissario alla ricerca, Philippe Busquin, ribadisce, inoltre, il divieto di finanziamento sugli embrioni umani in quei Paesi dove la legislazione nazionale non lo consente; l’obbligatorietà per i proponenti di qualsiasi progetto di ricerca sugli embrioni di presentare un parere etico fornito dalle autorità competenti del Paese in cui la ricerca verrà effettuata; la possibilità di finanziare la ricerca solo in assenza di altri metodi appropriati. ‘No’, infine, alla clonazione umana e alla creazione di embrioni a scopi di ricerca, anche se viene sottolineata “l’utilità di finanziare ricerche che utilizzino esclusivamente embrioni umani creati attraverso la fecondazione in vitro, per aumentare le possibilità di successo dei trattamenti di riproduzione assistita, non usati e destinati alla distruzione”. Proposta anche la creazione di una banca dati e di un registro europeo per gli embrioni oggetto di ricerca. Un appello al Consiglio dei ministri dell’Unione europea perché decida “di non utilizzare i fondi comuni per la ricerca sugli embrioni umani e sulle cellule staminali” viene dalla Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea, che critica le linee guida per finanziare la ricerca in quest’ambito proposte dalla Commissione europea. Secondo mons. Noel Treanor, segretario generale della Comece, la data limite del 27/6/02, se da un lato “dovrebbe assicurare che embrioni umani non vengano creati deliberatamente a fini di ricerca”, dall’altro non risolve “la questione etica fondamentale”. Ovvero che “tali ricerche fanno emergere problemi morali di fondo, perché implicano la distruzione degli embrioni umani. Per queste ragioni, non sono permesse in numerosi Paesi membri della Ue”. La Comece contesta il fatto che anche gli Stati che vietano questo tipo di ricerca debbano contribuire al fondo comune europeo. “A nostro giudizio – continua Treanor – il principio di sussidiarietà richiede che le decisioni se contribuire o meno al sostegno finanziario di ricerche che hanno così serie implicazioni morali, debbano essere prese dai singoli Paesi membri. Le decisioni dei Paesi in quest’area delicata sono radicate in esperienze storiche e in orientamenti religiosi e filosofici”. La Comece auspica che la scienza avanzi verso “nuove terapie in grado di curare le malattie oggi incurabili” ma ricorda che “la vita umana ha un intrinseco e assoluto valore ad ogni stadio del suo sviluppo, e che non può essere perciò utilizzata come materiale da spazzatura. Il buon fine non può essere utilizzato per giustificare i mezzi”. “Il rifiuto per ragioni morali e antropologiche dell’utilizzo di embrioni umani e cellule staminali non è un attacco alla ricerca scientifica – conclude Treanor -. Significa piuttosto assicurare che la scienza non entri in conflitto con il diritti dell’uomo”.