Accanto agli studenti stranieri ¤” “

“Politiche europee per aiutare gli studenti stranieri che spesso si trovano soli e abbandonati”. E’ la richiesta emersa durante l’Assemblea annuale del Servizio delle Chiese europee per gli studenti internazionali (Secis) svoltasi dal 10 al 14 luglio a Barcellona, organismo che riunisce le fondazioni e i servizi di accoglienza degli studenti stranieri. Il Secis intende fare pressione sugli organismi europei perché non si preoccupino solo dei programmi (Erasmus, Leonardo Da Vinci ed altri), ma anche di accompagnare i giovani che vanno all’estero per studiare. L’obiettivo dell’Assemblea di quest’anno è stato quello di verificare come “la migrazione sia una risorsa per l’interscambio culturale”, hanno spiegato gli organizzatori. L’incontro ha messo in evidenza “come ogni singola Chiesa si apre alla realtà della mobilità studentesca”, soprattutto ai giovani dell’Est e agli extracomunitari. I delegati, provenienti da dieci Paesi europei, hanno denunciato “l’abbandono” di tanti studenti – 1,6 milioni di persone al mondo sono studenti stranieri – che spesso si sentono persi e senza contatti. La denuncia arriva da Hermann Weber, segretario generale dell’ufficio per studenti afroasiatici in Germania: “I programmi europei mancano di accompagnamento integrale degli studenti, anche rispetto ai loro bisogni spirituali”. Alcune conferenze episcopali europee organizzano da anni servizi di accoglienza per gli studenti stranieri, per aiutarli a mantenere le origini e le radici. Tutte le di questo tipo sono federate nel Secis (www.secis.be.tf). Tra le attività: l’accoglienza, l’accompagnamento pastorale, l’educazione, le facilitazioni per la residenze e l’alloggio, le borse di studio, l’assistenza. Più che puntare direttamente sui bisogni spirituali (sacramenti, catechesi), in queste strutture si insiste soprattutto sull’incontro personale, l’accoglienza immediata e la vicinanza. “Si tratta di integrare gli studenti nelle nostre comunità vive – spiega Llum Delàs Ugarte, delegata dalla Conferenza episcopale spagnola (Secis) -, ed aiutarli non solo ad andare avanti economicamente con lo studio e il lavoro, ma anche ad accompagnarli nella fede, metterli in contatto con altre persone. In Spagna offriamo accoglienza forse con poche strutture o risorse, ma in qualità e quantità”.