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Convenzione: parola ai governi” “

Ufficialmente conclusi i lavori della Convenzione per il futuro dell’Europa che il 10 luglio ha completato la bozza di Costituzione europea che viene presentata oggi 18 luglio a Roma e costituirà la base negoziale per la Conferenza intergovernativa (Cig) che, a partire dal 4 ottobre, ha il mandato di adottare formalmente il nuovo Trattato costituzionale. Il Trattato sarà firmato a Roma prima delle elezioni europee del giugno 2004, e dovrebbe entrare pienamente in vigore nel 2009. Il progetto di Costituzione, 450 articoli per circa 250 pagine, è diviso in quattro parti più il Preambolo: definizione, obiettivi, istituzioni e competenze dell’Unione; Carta dei diritti fondamentali; politiche e funzionamento dell’Unione; disposizioni generali e finali. Le novità maggiori riguardano l’elevazione del Consiglio europeo al rango di istituzione Ue, la previsione della figura del Presidente permanente del Consiglio europeo in carica per due anni e mezzo rinnovabili una sola volta, la creazione del Ministro degli esteri Ue che sarà contemporaneamente Presidente del Consiglio relazioni esterne e Vicepresidente della Commissione, l’estensione del voto a maggioranza qualificata (la maggioranza dei Paesi membri e il 60% della popolazione europea) ad oltre settanta settori di competenza comunitaria, la definizione del motto dell’Europa (“unità nella diversità”) e dell’inno (“Inno alla gioia” di Beethoven). Molti i nodi che la Cig è chiamata a sciogliere. Innanzitutto, l’eventualità del riferimento nel Preambolo alle radici giudaico-cristiane dell’Europa, poi la composizione della Commissione, che alcuni vorrebbero ristretta mentre altri difendono il principio “uno Stato, un Commissario”; ancora, la definizione dei poteri e delle competenze tra il Presidente del Consiglio europeo, il Presidente della Commissione ed il ministro degli Esteri; l’estensione del voto a maggioranza qualificata anche alle decisioni in materia di politica estera, sicurezza e difesa ed alla fiscalità; infine, la procedura di revisione costituzionale, a maggioranza ‘superqualificata’ oppure a maggioranza semplice.