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Il 22 e il 23 luglio ne parleranno a Bruxelles i Ministri dell’agricoltura” “
Il dibattito sulla possibilità di introdurre nell’agricoltura europea il modello americano di coesistenza tra l’agricoltura tradizionale e gli Organismi geneticamente modificati (Ogm) è entrato in una fase accesa. Da un lato, vi è chi intravede il rischio di ‘snaturare’ le coltivazioni, a discapito delle stesse colture e del consumatore; dall’altro, acquista sempre maggiori consensi l’opinione di chi vede negli Ogm controllati l’unica via per garantire la sopravvivenza delle colture dinanzi ai cambiamenti climatici e alle nuove forme di malattie vegetali. La nuova legislazione comunitaria pare andare nella direzione di un modello agricolo in cui gli Ogm coesistano con le produzioni naturali. Ne abbiamo parlato con Gerard Choplin , agronomo, responsabile del Coordinamento europeo degli agricoltori (Cpe). Cosa pensa della nuova legislazione europea sugli Ogm? “La nuova legislazione europea ha la pretesa di realizzare la coesistenza tra un’agricoltura ‘con’ e un’agricoltura ‘senza’ gli Ogm. Tale coesistenza risulta impossibile, e l’Unione ha operato la scelta di una contaminazione ineluttabile e irreversibile dell’agricoltura europea”. Ci sono degli aspetti etici da prendere in considerazione? “L’uso degli Ogm rappresenta una regressione biologica. Quando si rimescolano geni di specie diverse che l’evoluzione biologica di miliardi di anni ha separato (si pensi all’inserimento di geni di pesce nei pomodori), si ritorna a uno stadio embrionale dell’evoluzione. Abbiamo il diritto di fare tutto ciò?”. Quali i vantaggi della diffusione degli Ogm sul mercato europeo? “Nessun vantaggio. Al contrario, gli agricoltori saranno sempre più dipendenti dalle società produttrici di sementi, composti chimici e Ogm. Gradualmente, le colture saranno contaminate. La legislazione europea difenderà il diritto – che nessuno reclama – di consumare organismi geneticamente modificati, mentre sarà calpestato il diritto a scegliere un’alimentazione senza Ogm”.