immigrazione" "

Una protezione efficace” “

Entro il 2003 due direttive europee:” “definizione di rifugiato e procedure d’asilo” “

Nel 2002 in Europa sono state presentate 465 mila richieste d’asilo, delle quali 381 mila nei Paesi membri dell’Ue. Il Paese europeo che ne ha ricevute di più è stato il Regno Unito con 110 mila domande, seguito dalla Germania con 71 mila e la Francia con 51 mila; 7281 sono state le richieste presentate in Italia, unico Paese europeo in cui manca una legge organica sul diritto d’asilo. Proprio l’Italia – attraverso il semestre di presidenza dell’Unione – è destinata però ad avere un ruolo chiave nel processo di armonizzazione della normativa europea in materia. Se ne è parlato a Roma, nei giorni scorsi, in un convegno organizzato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur). Due direttive “fondamentali”. Dalla Convenzione di Ginevra del 1951 al Consiglio europeo di Salonicco dello scorso giugno, passando per gli accordi di Schengen e la convenzione di Dublino del 1990, nello spirito del Consiglio europeo straordinario di Tampere del 1999 “Verso un’Unione di libertà, sicurezza e giustizia”: Johannes van der Klaauw, funzionario dell’Acnur a Bruxelles, intervenendo al convegno “La politica di asilo dell’Unione europea e il semestre di presidenza italiana” ha riepilogato alcune delle tappe del percorso compiuto dagli attuali 15 Stati membri verso l’obiettivo di un regime europeo comune in materia d’asilo. “Il semestre di presidenza italiana – ha affermato van der Klaauw – arriva in un momento cruciale di questo processo che punta entro dicembre 2003 all’adozione di due direttive fondamentali, una sulla definizione di rifugiato e la protezione sussidiaria e un’altra sui criteri comuni nelle procedure di asilo”. “Sulla prima direttiva – ha proseguito il funzionario Acnur – è stato già raggiunto un accordo, con l’unica riserva della Germania che sta rivedendo le sue politiche sul diritto d’asilo. Si tratta di un testo molto importante perché per la prima volta viene codificato il concetto di ‘persecuzione’ nei confronti del singolo e si definisce la ‘protezione sussidiaria’ accordata quando il pericolo per la vita nasce a causa della situazione, ad es. guerra civile, creatasi in un determinato Paese”. Migranti e richiedenti asilo. Secondo van der Klaauw, “in questo momento, la preoccupazione prevalente dei Paesi europei sembra essere la lotta all’immigrazione clandestina ma bisogna distinguere tra il migrante per ragioni economiche e il richiedente asilo che ha necessità di protezione perché non può tornare nel proprio Paese”. Affinché tale protezione sia assicurata in maniera efficace, “occorre definire delle procedure che portino all’esame della richiesta d’asilo in tempi brevi; come Acnur proponiamo che l’esame avvenga nel giro di 3 mesi e la definizione della pratica al massimo in 6, limitando anche i gradi di appello contro la decisione: in Italia l’esame della pratica fino all’agosto del 2002 durava oltre un anno, mentre nel Regno Unito sono previsti sette gradi di ricorso possibili. Per accelerare i tempi, è necessario anche formare del personale specializzato in grado di effettuare subito un’intervista alla persona che chiede asilo”. Tra le questioni in discussione c’è inoltre – ha concluso – la possibilità di “creare zone di protezione regionale in aree vicine ai Paesi d’origine dei rifugiati così da evitare loro viaggi lunghi e pericolosi verso i Paesi europei, cercando di coinvolgere nella loro accoglienza Paesi terzi tramite accordi di cooperazione. Qualora, infine, si accerti che per alcuni di essi non si prospetta più nessuna possibilità di futuro nel proprio Paese, occorre prevedere delle politiche di reinsediamento che ne agevolino l’ingresso regolare e protetto (accesso al lavoro e all’istruzione, ricongiungimento familiare) anche nei Paesi europei”.