Promosso dalla fondazione “Pro Oriente”, gruppo informale di dialogo cattolico-ortodosso fondato nel 2001 dalla cattolica e studiosa parigina di patristica Isabel de Andia, si è tenuto nelle scorse settimane a Vienna un colloquio teologico ecumenico su “Lo Spirito santo nella vita della Chiesa. Carismi e istituzione”. Svoltosi sotto la direzione dell’arcivescovo della capitale austriaca, card. Christoph Schoenborn, l’incontro ha posto a confronto una trentina di teologi cattolici e ortodossi, dell’Europa dell’Est e dell’Ovest. Scopo del colloquio, il secondo dopo l’edizione 2001, “mostrare che i Padri della Chiesa, vissuti prima dello scisma del 1054, avevano una visione della cristianità una e indivisa”, ha spiegato de Andia sottolineando “il clima fruttuoso e promettente del dialogo tra cattolici e ortodossi in Francia, grazie al contributo de l’Institut Saint-Serge (istituto di teologia ortodossa) di Parigi, ma soprattutto grazie al rinnovamento degli studi patristici da parte cattolica”. “La distinzione ecclesiologica tra istituzione e carismi ha precisato non corrispondeva presso i Padri ad una netta delimitazione tra opera di Cristo e opera dello Spirito”. Secondo il card. Schoenborn “il dialogo ecumenico non appare oggi in panne, ma in pena” ed ha bisogno di “un nuovo ‘soffio’ che potrà venirgli soltanto da un ritorno comune alla sorgente teologica e spirituale dei Padri”. Di qui, ha sottolineato, la necessità di “un vero lavoro di ‘rinvigorimento’ nello Spirito Santo”.