“Degli atti criminali distruggono la Corsica, incendiandola, destabilizzando coloro che lavorano per il suo sviluppo. Gli autori la penalizzano pesantemente prendendo gli abitanti in ostaggio”. La Corsica non brucia, dunque, del “fuoco dell’amore” ma di incendi dolosi. E’ la denuncia di mons. André Lacrampe, vescovo di Ajaccio per la Corsica, affidata ad un comunicato diffuso il 29 luglio. Riferendosi agli incendi dolosi appiccati in questo periodo in Corsica, così come in molte altre località del Continente, il vescovo corso afferma che “le distruzioni e i danni provocati suscitano pena, tristezza, indignazione e costernazione”. Per questo “non possiamo rassegnarci né ad essere complici di tali fatti, né a banalizzare questi crimini, specialmente se si ama questa terra, se la si vuole servire nel rispetto della vita e del bene comune. E’ tempo di risvegliarci”. “Ascolto spesso dire che si è attaccati alle tradizioni prosegue mons. Lacrampe ma quali? A quelle di sprecare il denaro pubblico, di mutilare la natura ereditata dai nostri avi o di attentare all’ambiente?”. “La nostra fede cristiana conclude ci fa affermare che Dio ci ha donato questa terra per gestirla con saggezza ed intelligenza. Ed è per questo che tutto ciò che le reca offesa è un’offesa a Dio”.