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Condanna del terrorismo, deplorazione per la concentrazione dei media nelle mani di alcuni gruppi, invito agli Stati membri ad abolire discriminazioni verso bambini, omosessuali e rapporti non coniugali. È quanto emerge dalla Relazione annuale del 2002 sui diritti fondamentali nell’Unione europea approvata il 4 settembre dal Parlamento europeo. Le politiche di prevenzione e di repressione, si legge nella Relazione, devono mirare sia al mantenimento, che al rafforzamento dello Stato di diritto. I parlamentari sottolineano l’importanza dell’impegno per un autentico dialogo politico con i Paesi terzi e la necessità d’integrare i diritti dell’uomo nelle politiche esterne dell’Unione. Quanto alla concentrazione dei media, il Parlamento deplora che nell’Unione il problema non abbia ancora trovato una soluzione legislativa per salvaguardare la libertà e il pluralismo dell’informazione. A riguardo è stato citato l’esempio dell’Italia dove permane “una situazione di concentrazione del potere mediatico nelle mani del Presidente del Consiglio, senza che sia stata adottata una normativa sul conflitto d’interessi”. La Commissione europea ha stanziato 31 milioni di euro per finanziare circa 50 progetti per la promozione dei diritti umani in diversi Paesi africani, dell’Europa dell’Est, mediorientali e sudamericani.