“La discriminazione nei confronti degli zingari (i gruppi Rom e Sinti) reca con sé conseguenze gravi per la loro aspettativa di vita”. E’ quanto scrive Jan van der Zandt, responsabile per la pastorale dei migranti e degli zingari della Conferenza episcopale olandese, nell’ultimo numero di rkkerk.nl, giornale della chiesa cattolica dei Paesi Bassi. Allarmanti, sostiene van der Zandt, le cifre che si leggono nel rapporto della Banca mondiale, frutto del Congresso tenutosi a luglio a Budapest contemporaneamente al V Congresso mondiale della pastorale per gli zingari. Da un rapporto sulle comunità zingare nei Paesi dell’Europa orientale (fra i 7 e i 9 milioni) emerge, tra l’altro, che l’80% degli 800mila zingari della Bulgaria dispone di meno di 4 euro al giorno (che scendono a meno di 2 per il 41% di essi); analoga è la situazione per il 69% dei circa 2 milioni di Rom, il 38% dei quali non può contare neppure su 2 euro. La percentuale di disoccupazione si avvicina in alcune zone al 100%. Nella Repubblica ceca e in Slovacchia la mortalità infantile è il doppio del resto della popolazione. La necessità, poi, di regole e un richiamo alla Commissione europea e ai competenti governi a lavorare insieme per la tutela giuridica dei Rom e dei Sinti è un altro elemento emerso dal rapporto, insieme alla necessità di regole per garantire un’educazione ai giovani zingari e a misure che li tutelino dalle discriminazioni e dai pregiudizi. Un esame infine alla situazione olandese: nel Paese è stata abolita nel 1999 la legge sulla casa mobile. Ciò implica che i 35mila abitanti di case mobili, Sinti e Rom, non vengono considerati più tra le minoranze ma come parte della popolazione generale e godono quindi degli stessi diritti e doveri, nonché delle stesse agevolazioni. Questo è stato ritenuto un passo nella giusta direzione per quanto, a parere di van der Zandt, “i gruppi di Rom e Sinti sono ancora in posizione debole e vulnerabile all’interno della Chiesa e della società”.