La vita è decisamente difficile per i disoccupati che, in Europa, hanno un tasso di mortalità cinque volte superiore a quello delle persone con un lavoro stabile. A renderlo noto è la relazione sulla vita sociale in Europa nel 2003, pubblicata nei giorni scorsi dalla Commissione europea. Dalla relazione emerge che non godono di buona salute neanche le persone prive di un’istruzione secondaria superiore: non essendo “informate”, anche loro “tollerano” peggio le malattie. Una condizione di vita migliore si prospetta, invece, per coloro che possono godere di reti di sostegno sociale, rappresentate da familiari, parenti e amici. Tali “reti” contribuiscono notevolmente a tutelare ed a migliorare la salute dei singoli individui. Dalla relazione della Commissione europea viene riscontrato che la speranza di vita nell’Unione europea è aumentata di otto anni dal 1960. Nel 2000 la speranza media di vita è di 75 anni per gli uomini e di 81 anni per le donne, un anno di più per gli Stati Uniti. Queste circostanze sarebbero da attribuite alle migliori condizioni di salute dei cittadini europei. La relazione, che si basa su un’analisi degli indacatori sociali nei quindici Stati membri dell’Unione, evidenzia che il settore delle cure sanitarie è uno dei più dinamici dell’economia europea. Fra il 1995 e il 2001, in questo settore sono stati creati oltre due milioni di posti di lavoro, in altre parole il 18% del totale dei nuovi posti di lavoro.