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La bozza sotto esame” “

La Commissione europea ha adottato mercoledì 17 settembre un parere sulla bozza di Costituzione europea che sarà discussa dalla Conferenza intergovernativa (Cig), i cui lavori iniziano a Roma il 4 ottobre prossimo. Se, da un lato, l’Esecutivo considera il progetto redatto dalla Convenzione una “eccellente base di partenza”, dall’altro ribadisce la necessità che la Cig si faccia carico “di apportare alcuni miglioramenti al testo”. Vediamo quali e le posizioni dei Governi. Restringere ulteriormente il campo di applicazione dell’unanimità. L’Esecutivo ritiene che il mantenimento del voto all’unanimità in settori come la lotta contro la frode e l’evasione fiscale, il bioterrorismo e la discriminazione, condurrebbe ad una paralisi legislativa. La proposta è una maggioranza qualificata. Creare uno strumento di governance economica. Il consolidamento dell’Euro e le previsioni del Patto di stabilità impongono per la Commissione un coordinamento più efficace della politica economica comunitaria. Adottare il principio “uno Stato, un Commissario”. Opposizione al Collegio composto da Commissari a pieno titolo e Commissari senza diritto di voto, così come pensato da Giscard d’Estaing. La proposta prevede che i Commissari, uno per ciascuno Stato membro, abbiano tutti diritto di voto e siano organizzati in gruppi tematici per settori di competenza sotto il coordinamento del Presidente che ne garantirebbe la coerenza d’azione. Rivedere gli articoli sulle modalità di revisione costituzionale. Dal documento si evince la preoccupazione per il fatto che “l’accordo unanime di tutti i Governi e la successiva ratifica in tutti gli Stati membri” rende di fatto impossibile qualsiasi modifica della Costituzione. Posizione dei Governi . Si delineano le posizioni sulle quali dovrebbero attestarsi i venticinque nel negoziato che porterà all’approvazione del nuovo Trattato costituzionale europeo. L’ago delle bilancia pende verso Giscard d’Estaing e sul progetto di Costituzione adottato per consensus alla fine dei 18 mesi di lavoro della Convenzione da lui presieduta. La stessa Commissione europea si è limitata a proporre modifiche a quattro punti, avallando la scelta di un Presidente permanente del Consiglio europeo osteggiata nei mesi scorsi. Italia: la posizione del Governo, presidente di turno dell’Ue e della Cig, è nota: “mantenimento dell’impianto del progetto di Costituzione definito dalla Convenzione, evitando compromessi al ribasso”. Proposta di inserire nel Preambolo un riferimento esplicito alle radici cristiane (posizione per ora condivisa da Polonia, Portogallo ed Irlanda). Germania: è contraria all’aumento del numero di Commissari con diritto di voto e scettica sul tema delle radici cristiane. Francia: la maggiore sostenitrice del progetto di Giscard. E’ nota la sua opposizione a qualsiasi riferimento esplicito alle religioni. Regno Unito: Londra considera “imperfetta” la bozza di Costituzione che necessita di aggiustamenti per garantire “sia il funzionamento dell’Ue a venticinque, sia la tutela degli interessi nazionali”. Contraria al federalismo comunitario e favorevole al diritto dei singoli Stati a decidere autonomamente in materia di politica estera e di difesa, di giustizia e di fiscalità. Benelux: i tre Paesi fondatori della Comunità europea sono favorevoli alla bozza della Convenzione. Danimarca: vuole mantenere l’unanimità sui temi quali la giustizia, la difesa e la politica monetaria attraverso lo strumento dello “opting out” in base al quale uno Stato può scegliere di non partecipare ad una o più determinate politiche comuni. Nuovi membri: i più critici nei confronti del progetto di Giscard. Fanno propria la posizione della Commissione di avere un Commissario per Stato membro. Parlamento Europeo: auspica l’approvazione del Trattato, chiede di limitare i poteri del Presidente del Consiglio europeo alla direzione dei lavori consiliari e rivendica un ruolo più importante per l’Europarlamento in materia di politica estera e di difesa.