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La croce non è il loto” “

Buddismo: un milione di simpatizzanti in Europa. Il parere di Dennis Gira – Istituto cattolico di Parigi ” “

“La scelta fra il Loto e la Croce non è la semplice scelta fra due percorsi che aiutano l’uomo a liberarsi dal proprio egocentrismo, ma è una scelta fra la coerenza della via buddista e il mistero della Croce e della resurrezione di Cristo, elementi costitutivi e inseparabili della fede cristiana… Se ho scelto di restare fedele alla Croce” ciò è avvenuto soprattutto “grazie ai Padri della Chiesa e alle generazioni di pastori e teologi che sono loro succeduti. Mi affascina l’idea di appartenere ad una comunità che si ispira al loro amore, al loro rigore e al loro coraggio”. Ad affermarlo, in un’intervista pubblicata dal quotidiano cattolico “La Croix”, Dennis Gira , direttore aggiunto dell’Institut catholique de Paris, nel cui Istituto di scienze e teologie delle religioni insegna buddismo e religioni del Giappone. Mentre si è appena concluso con un appello alla pace e al dialogo firmato da 500 esponenti di tutte le religioni il Meeting internazionale promosso nei giorni scorsi ad Aachen (Aquisgrana) dalla Comunità di Sant’Egidio, Gira si dice convinto che cristiani e buddisti abbiano “molto in comune, in particolare per la solidarietà verso l’umanità sofferente”, ma afferma con chiarezza che “esistono fondamentali differenze” e “il dialogo autentico si deve fondare sulla coerenza e la profondità delle diverse convinzioni”. Sì al dialogo; no al sincretismo. In Europa, secondo le statistiche, il buddismo annovera quasi un milione di simpatizzanti, con la presenza più significativa in Francia dove l’Unione buddista conta circa 300mila aderenti, per la metà francesi, per il resto immigrati cinesi e rifugiati dal Sud-Est asiatico, “anche se nel buddismo – precisa Gira – non esiste l’equivalente del registro dei battesimi”. Seguono Regno Unito (180mila presenze) e Germania (170mila). In Italia i buddisti sono circa 75mila, 33mila in Olanda e 25mila in Svizzera. La diffusione di tale pratica religiosa in Europa, da tempo oggetto di attenzione e preoccupazione da parte dei vescovi, è stata al centro di due Consultazioni promosse, rispettivamente, nel 1999 a Roma e nel 2002 a Strasburgo dal Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso e dal Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee). Ribadita in tali occasioni la necessità per i cristiani di prepararsi seriamente alla conoscenza reciproca e al confronto, evitando ogni rischio di sincretismo. Un'”etica laica”. “Lo spirito di accoglienza, l’armonia, il servizio dell’altro, l’impegno per evitare ogni situazione di conflitto”: questi, secondo Gira, gli elementi del buddismo comuni al cristianesimo che attraggono molti occidentali affascinati, tuttavia, anche dal suo “presentarsi, pur nelle diverse correnti, come una saggezza, un’etica laica priva di dogmi nella quale tutto si spiega senza Dio, e secondo la quale lo scopo della vita è essere in pace con se stessi dominando le emozioni e le paure e praticando la giustizia e la compassione”. Visione “riduttiva” dell’uomo. Ma, avverte Gira, a differenza del cristianesimo che “pone l’accento sull’unicità dell’uomo creato ad immagine di Dio, e sulla centralità e la libertà della persona”, per il buddismo “la persona, nella maggior parte dei casi, esiste solo attraverso le sue relazioni e le sue appartenenze familiari e professionali”, ammettendo quasi un “prevalere del gruppo sull’individuo”. E l’individuo “non è che l’aggregazione fuggevole e apparente di elementi provvisori, impersonali e anonimi”. Nel buddismo manca inoltre “l’idea di un Dio creatore, rivelato agli uomini attraverso il proprio Figlio e che continua a parlare loro tramite lo Spirito Santo”. Se, infine, anche “il buddismo invita alla ‘veglia’, questo ultimo stadio della saggezza – chiarisce lo studioso – non è compatibile né con la comunione dei santi, né con la promessa cristiana di resurrezione per ogni uomo”.