Norvegia: ‘no’ alla libertà di divorzio” “

“La legge approvata quest’estate dal Parlamento norvegese sull’impegno che gli sposi prendono con le nozze e sulla assicurazione della reciproca libertà di divorzio non ci trova d’accordo”: lo dice il vescovo di Trondheim, mons. Georg Muller, in una dichiarazione in cui evidenzia i problemi che una simile decisione comporta. “La dichiarazione prevede che gli sposi attestino di entrare nello stato matrimoniale liberamente e altrettanto liberamente di poterne uscire, pronunciando divorzio. Per quanto riguarda i rapporti tra la Chiesa cattolica norvegese e lo Stato, occorre ricordare che i sacerdoti cattolici sono ufficiali di stato circa gli effetti civili del matrimonio e che quindi risultano obbligati a far firmare questa dichiarazione. Ciò però risulta in netto contrasto con la dottrina cattolica sul matrimonio e quindi ci siamo attivati a vari livelli. Anzitutto abbiamo informato la Santa Sede di questa decisione che tocca la libertà religiosa. Benché sia noto che uno dei motivi che ha indotto i parlamentari ad approvare questa novità sia di offrire una chance a quegli stranieri, specie di alcuni Paesi asiatici quali il Pakistan, che vengono fatti sposare con matrimoni predisposti dalle rispettive famiglie dei giovani, ciò non significa che la legge debba rimanere così come è. Alcune donne cattoliche norvegesi hanno formulato una protesta nei confronti di Governo e Parlamento, mentre noi Vescovi ci siamo attivati con contatti a livello governativo per illustrare le conseguenze sul piano dottrinale e pratico”. Secondo mons. Muller è auspicabile che si avvii un dibattito politico su questa legge, che – sottolinea – “ha sorpreso anche gli appartenenti alla Chiesa luterana, i quali pure non hanno un diritto canonico paragonabile a quello cattolico”. “Ora ci auguriamo che la questione venga rivista – aggiunge il vescovo – in quanto non vorremmo arrivare alla soluzione più radicale di dover rinunciare al nostro compito di fungere da ufficiali dello Stato nella registrazione dei matrimoni celebrati in chiesa. Prima cercheremo di discutere e di arrivare a una formula di legge che vada bene alla dottrina cattolica. Anche da parte di alcuni politici e intellettuali sono giunte critiche a questa legge, approvata forse troppo in fretta”.