E’ entrato in vigore, lo scorso 11 settembre, il “Cartagena Protocol on biosafety”. Il protocollo promuove un sicuro uso ed una corretta gestione degli organismi geneticamente modificati (Ogm) ed è finalizzato a proteggere la salute umana dai potenziali rischi derivanti dagli stessi Ogm. Firmato da 103 Stati è stato ratificato solo da 57 Paesi, di cui sei facenti parte dell’Unione europea (Spagna, Olanda, Austria, Danimarca, Svezia, Lussemburgo, Francia. L’Italia ha firmato il protocollo il 24 maggio del 2000, ma ancora non l’ha ratificato). Il documento rappresenta il primo accordo internazionale giuridicamente vincolante che governa il movimento transfronteliero degli Ogm risultanti dalle moderne biotecnologie. Il protocollo vuole in particolare tutelare i Paesi in via di sviluppo, i quali spesso sono privi di risorse per valutare i rischi derivanti dalle biotecnologie. Si vuole dare pertanto a tali Stati la possibilità di scegliere una propria politica in materia di Ogm a seguito di una scelta derivante da una corretta informazione.