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Un’acqua che unisce” “

Le ferite, le consolazioni e le attese di 84 ragazzi di 22 Paesi del Mediterraneo” “

Una “Agorà” europea e mediterranea: uno spazio per venire incontro al bisogno dei giovani di incontrarsi. È l'”Agorà dei giovani del Mediterraneo”, un’iniziativa promossa dal Servizio nazionale di pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana in collaborazione con il centro Giovanni Paolo II di Loreto, dove nei giorni scorsi si è svolto l’incontro. Il meeting, giunto alla terza edizione, è stato dedicato quest’anno al tema “Beati coloro che sono nella tristezza: Dio li consolerà”. Gli 84 giovani partecipanti, provenienti da 22 Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, hanno scelto Loreto per raccontare le loro “ferite e consolazioni” ed esprimere le “attese dalla nuova Europa”. Al termine dell’incontro, gli 84 giovani hanno scritto e inviato un messaggio alle istituzioni europee, in cui tra l’altro chiedono che “l’Europa inizi a parlare con una voce sola sia per le questioni più importanti, come il conflitto in Terra Santa, sia nelle sedi internazionali, come l’assemblea dell’Onu”. Ecco alcune loro voci. Le ferite dei giovani. “Nel nostro Paese – racconta Eliana da Cipro – le tensioni con la Turchia sono ancora molto vive. Dal 1974, il 40% dei ciprioti che vivevano al nord sono stati costretti a ritornare nella parte greca, al sud, e di fatto sono dei rifugiati, in condizione di indigenza. Preoccupa, soprattutto, il fatto che i giovani stanno smarrendo i veri valori della vita”. Per Kastriot ( Kosovo), “il problema principale è il futuro del nostro Stato, che non ha al momento garanzie e sicurezze. Molti sono così i giovani che preferiscono emigrare, soprattutto in Svizzera e Germania”. Stessa “ferita” per Evelyne ( Egitto): “manca il lavoro per i giovani e gli egiziani preferiscono assumere i musulmani invece dei cristiani. Per questo, molte famiglie emigrano dall’Egitto verso l’America del nord”. Le consolazioni. “In Egitto – dice Evelyne – la libertà di praticare la propria religione è stata una conquista importante: il fatto che ci siano ancora cristiani è già di per sé una consolazione, e in particolare che ci siano ancora cattolici visto che la maggior parte dei cristiani sono ortodossi”. La consolazione dei kosovari, afferma Kastriot, “sono i giovani: è bello sapere che oggi il 90% di loro frequenta regolarmente la scuola”. Anche in Giordania, gli fa eco Antoun, “oggi la scuola, le università e l’istruzione in generale sono più accessibili di un tempo”. Attese dalla “nuova Europa”. “Oggi dalla Giordania – racconta Antoun – non è possibile entrare in Terra Santa. Per questo meeting, ci è stato chiesto di portare un bidone di acqua dal Giordano perché ci sarebbe stato il battesimo di una bimba e con lei tutti avremmo ricordato il nostro battesimo. Per avere quest’acqua non ci siamo nemmeno potuti avvicinare al fiume. Abbiamo chiesto ai soldati delle pattuglie di guardia se potevano prenderla per noi. Lo hanno fatto e l’acqua del Giordano ora è qui. Ci piacerebbe che l’Europa ci aiutasse a passare il confine per andare in Terra Santa”. Rana, anche lei dalla Giordania, ricorda che “le radici cristiane stanno in Giordania e in tutto il Medio Oriente. In Occidente non si presta molta attenzione a questo dato di fatto. Noi vorremmo poter comunicare all’Europa la nostra cultura che ha le proprie origini nel cristianesimo”. Eliana (Cipro) ha una richiesta esplicita: “l’Europa ha molta esperienza in fatto di governi forti e stabili: ci aspettiamo che possa condividere con noi la sua esperienza politica, insieme alla tecnologia da noi ancora poco diffusa. La cultura cipriota è molto antica e potrebbe costituire un patrimonio importante per tutta l’Europa”. Kastriot (Kosovo) si attende dall’Europa “un aiuto concreto perché il Kosovo possa diventare indipendente ed entrare poi nell’Ue”. Dorian, dall’ Albania, si augura che “l’Europa possa favorire la riconciliazione e la pace tra Kosovo e Serbia. Una pace che nasca dalle persone semplici, magari che inizi qui a Loreto proprio dai giovani del Mediterraneo”.