Il matrimonio celebrato in chiesa crescerebbe di popolarità; questo emerge da una indagine pubblicata nei giorni scorsi dalla rivista Bruid & Bruidegom (“Lo sposo e la sposa). Una “crescita rilevante – sottolinea la pubblicazione – se si considera che la percentuale di coloro che intendono sposarsi anche religiosamente (tra quelli che l’hanno già fatto civilmente) è passata dal 42% del ’99 all’attuale 58%”. All’interno della chiesa olandese non ci si lascia però contagiare da facili entusiasmi. La Chiesa cattolica in Olanda, con i suoi dieci milioni di fedeli, è la più grande comunità religiosa del paese, e “market leader” per il settore dei matrimoni. Occorre infatti anche considerare, sostiene Jan Willem Wits, portavoce della Conferenza episcopale olandese, che finora un matrimonio civile su dieci viene celebrato anche nelle chiese cattoliche e che questo numero negli ultimi anni è in considerevole diminuzione. Con un po’ di approssimazione si può attribuire alle altre chiese cristiane una “quota di mercato” pari ad un altro dieci per cento. Appare dunque difficilmente colmabile la discrepanza con i dati dell’inchiesta. “Magari fossero veri” è il tono della maggior parte delle reazioni ai dati pubblicati nei giornali, proprio perché non sembrano esserci conferme alla crescita significativa della popolarità dei matrimoni religiosi nelle recenti statistiche condotte da enti ecclesiali. Nessuno vuole tuttavia “rinunciare alla speranza – si fa sapere da parte della chiesa olandese – che dall’inchiesta emerga una sorta di profezia e che una buona parte di coloro che hanno risposto positivamente vogliano rivolgersi effettivamente alla chiesa per benedire la propria unione anche in ritardo. In ogni caso qualsiasi richiesta di coppie interessate verrà indirizzata alla parrocchia di competenza”.