ecumenismo" "
“Siamo riusciti a testimoniare la nostra fede nella fiducia reciproca superando le antiche barriere” afferma Samuel, cattolico, laureando in arti applicate. “Ho apprezzato molto l’apertura di spirito, in particolare i dibattiti informali e la preghiera in comune” dice il luterano Johan, studente di biologia. Sono alcuni dei commenti alla Seconda sessione ecumenica nazionale dei giovani che si è svolta in Francia, a Nîmes, nell’ultima settimana di agosto. Cinque giovani protestanti, sette ortodossi, sette cattolici e un anglicano si sono ritrovati per un incontro imperniato su quattro cardini: un’esauriente informazione su ciascuna confessione e sui temi “caldi” dell’ecumenismo; un’esperienza di vita comunitaria; la preghiera in comune con la partecipazione ai diversi uffici della domenica; il confronto con numerosi testimoni: le suore di Cabanoule, il vescovo di Nîmes, le famiglie che li hanno invitati a pranzo. “I dibattiti si prolungavano fino a notte fonda riferisce il pastore Gilles Daudé, responsabile del Servizio ecumenico della Federazione protestante di Francia che per il secondo anno ha promosso l’incontro -; i giovani hanno appreso a scoprire positivamente l’altro nella sua identità”. “In Grecia per me l’ecumenismo non esisteva conferma il greco Georges, studente di teologia, ortodosso -; qui invece ho scoperto anche gli ‘altri’ ortodossi … e l’amicizia: ho conosciuto una mentalità diversa e ora guardo con occhi nuovi anche alla teologia”. Gli fa eco Roxane, studentessa di diritto, anch’essa ortodossa: “Mi sento più forte nella fede e sono convinta che la comunione alla fine ci sarà”. “Intendo proporre al mio gruppo di giovani di incontrare altri gruppi: bisogna conoscersi per procedere insieme” è la conclusione del musicista Pierre Etienne, evangelico riformato.