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“Fino a quando la nostra società sarà disposta a tollerare questi innumerevoli atti di violenza? Fino a quando queste vittime saranno abbandonate alla loro sofferenza, ridotte al silenzio, spogliate del desiderio di vivere?”. Sono gli interrogativi posti dal volume della Commissione sociale della Conferenza episcopale francese, dal titolo “Le violenze verso le donne”, presentato nei giorni scorsi a Parigi. Frutto di un impegno condotto insieme all’Azione cattolica generale femminile e al Movimento del Nido (associazione cristiana che lotta contro la prostituzione), il testo denuncia le due forme di abuso più diffuse contro le donne: le violenze coniugali e la prostituzione. “Nella Francia di oggi picchiare la propria moglie sarebbe meno rischioso che picchiare il cane?” si chiedono provocatoriamente i membri della Commissione, constatando che “nel quadro dell’amnistia decisa dopo l’elezione presidenziale del 2002, le condanne per le violenze coniugali sono state cancellate, mentre ciò non è avvenuto per le crudeltà contro gli animali”. Con questa pubblicazione, si legge in un comunicato diffuso nei giorni scorsi i vescovi “intendono esprimere solidarietà alle donne vittime di violenza”, si augurano di “contribuire a rompere il silenzio smascherando gli abusi spesso nascosti”, e richiamano “tutti i cristiani e gli uomini di buona volontà a prendere coscienza” del fenomeno “per restituire alle vittime la loro dignità, libertà, identità”. Un richiamo, infine, alle autorità di governo, accompagnato dall’auspicio che “l’educazione sessuale ponga sempre in risalto la dimensione affettiva delle relazioni”.