Un “pontificato di dimensione straordinaria”: a parlare è il card. Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna. In una conferenza stampa tenuta nei giorni scorsi a Vienna, Schönborn ha evidenziato i “forti segni” profetici che hanno caratterizzato l’attività del Papa, citando a titolo esemplificativo la prima visita in Polonia nel 1979, il discorso davanti ad 80.000 giovani musulmani in Marocco nel 1985, la visita al Muro del pianto a Gerusalemme nel 2000 e la reazione all’attentato del 1981. “Profetiche” sono anche la dottrina sociale e la morale sulla vita proposti dal Pontefice. I problemi economici mondiali attuali, afferma Schönborn, andrebbero discussi ” alla luce della dottrina sociale del Papa”. Riguardo alle “sollecitazioni” del Papa “ad una piena tutela della vita”, sovente “criticate come troppo ‘conservatrici’ o ‘limitate'”, Schönborn ha evidenziato che “la cultura della vita” sostenuta dal Papa “è indissolubilmente legata all’etica sociale”, come “dimostra l’attuale dibattito sulle pensioni e il rapporto tra generazioni”. Per quanto riguarda lo stato di salute del Pontefice, l’arcivescovo ha dichiarato: “Anche una vita così piena ed intensa” come la sua “è destinata a concludere la sua fase terrena”; quel ch’è nuovo è “che un Papa si avvicini alla morte sotto l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale; il mondo di oggi non è più abituato a queste cose”. “Il Papa – ha aggiunto – vive pubblicamente la malattia, la fragilità e la limitazione fisica in modo molto consapevole, come segno per una società malata di mania della salute”; al riguardo ha citato come “uno dei momenti più commoventi” del viaggio in Slovacchia il saluto fuori protocollo del Pontefice ai fedeli in sedia a rotelle.