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Il luogo del futuro” “

Scuola: documento dei vescovi sulla responsabilità dei cattolici ” “” “

“La scuola non vive una situazione facile in questo inizio del XXI secolo”, constatano i vescovi belgi in un documento uscito in questi giorni intitolato “La scuola cattolica all’inizio del XXI secolo”, nel quale riflettono sulle problematiche attuali e le sfide per il futuro. “La scuola – scrivono – è un luogo talmente importante per preparare adulti responsabili che conducano liberamente una vita degna e generosa, per cui è più che comprensibile che la Chiesa se ne preoccupi e assuma una parte attiva in questo compito”. Ecco una sintesi del documento. Per una scuola umanista e non sottomessa al mercato… “La scuola deve far fronte a grandi attese da parte della società e dei genitori – osservano i vescovi belgi. Alcune riguardano un insegnamento di qualità assicurato a tutti i bambini, uguaglianza in dignità e diritti, una buona formazione intellettuale in vista di studi ulteriori o della vita professionale”. Secondo i vescovi la scuola, come altre istituzioni nella società, “è in ricerca di senso”: “L’educazione non può compiere il suo compito di crescita personale dell’alunno senza dargli una dimensione umanista e sociale. Non si diventa pienamente umani senza riferimenti etici che riguardano l’amore per sé e per gli altri, e senza riferimento alla tradizione e al patrimonio di coloro che ci hanno preceduti”. Inoltre, fanno notare, “la scuola coinvolge la responsabilità delle autorità pubbliche”: “Se vogliamo che la scuola non sia dominata dal sogno della ricchezza e del potere, e che resti un servizio pubblico senza essere sottomessa alla legge del mercato, i poteri politici devono assicurarne l’indipendenza e le condizioni d’esistenza”. che dia il senso dell’essere e dell’agire. In Belgio, sono stati superati “i conflitti e le rivalità ideologiche” tra scuole pubbliche e private ed ora “sembrano sostituiti da una nuova atmosfera e un sentimento di rispetto e di reciproca considerazione”. La scuola cattolica, in particolare, vuole fornire agli alunni “un insegnamento e una educazione di qualità” anche attraverso il confronto con “valori etici e con una riflessione sul senso dell’essere e dell’agire umano”. In sintesi, “vuole aiutare i giovani a farsi una convinzione personale, a costruirsi una gerarchia di valori e a collocarsi così in maniera pluralista con la propria diversità di propositi e di attrazione”. Con quattro obiettivi: Poiché il pluralismo è presente anche nelle scuole cattoliche, i vescovi ricordano quattro obiettivi che ne definiscono l’identità: la scuola cattolica vuole essere “un luogo d’insegnamento e di educazione di qualità per gli alunni”, anche per “i bambini e i giovani socialmente svantaggiati o feriti dalla vita”, quindi con una “opzione privilegiata per i deboli”; “un luogo in cui la fede cristiana si pone all’attenzione degli alunni” i quali, crescendo, possono essere condotti “al dialogo e al confronto con altre religioni e convinzioni”; è inoltre importante “la testimonianza e l’apertura, da parte delle altre discipline, alle questioni di senso e di fede nel rispetto delle reciproche autonomie”; infine, la scuola cattolica “vuole essere un luogo in cui è proposto un cammino di vita”, lasciando agli alunni “la possibilità di scoprire e sviluppare la dimensione spirituale della propria vita”. “La fede è sempre un atto libero – sottolineano i vescovi. Ma la scuola cattolica considera suo dovere proporla alla decisione personale degli alunni. Per questo li inviterà a rischiare l’avventura della fede, a viverla nell’esperienza della preghiera, delle celebrazioni sacramentali, dell’impegno per gli altri”. Inoltre, concludono, “la scuola cattolica vuole essere un progetto aperto a tutti”. Per questo, invitano “alunni, genitori, insegnanti e educatori che si riconoscono in questo progetto ad aderirvi per motivi diversi e a collaborare, a prescindere dalle convinzioni personali”.