Contro la violenza nei confronti delle donne” “

Consiglio e Commissione europea includano nei futuri accordi di commercio e di sviluppo una clausola specifica che preveda l’applicazione di sanzioni e, al limite, la sospensione dell’accordo in caso di gravi e ricorrenti violazioni dei diritti delle donne, come mutilazioni genitali, mutilazioni con acido, punizioni corporali inflitte pubblicamente, immolazioni, faide, lapidazioni, stupri, tratta delle donne, delitti d’onore, matrimoni forzati e schiavitù. A sollecitare l’intervento dell’Unione per la tutela dei diritti delle donne nelle relazioni internazionali, è la Commissione per i diritti della donna del Parlamento europeo, che l’ha esaminata durante la sua sessione plenaria (20-23 ottobre). Dal 1992 l’Unione europea ha incluso in tutti i suoi accordi con i Paesi terzi una clausola che sancisce il rispetto dei diritti umani e della democrazia. I parlamentari sottolineano la necessità di un’azione più radicale e pressante per lottare contro la violenza nei confronti delle donne, ricordando inoltre la precedente iniziativa del Parlamento di includere, nelle pertinenti linee del bilancio 2003, una clausola secondo la quale la mancanza di azioni volte a impedire gravi violazioni contro le donne costituisce un motivo per sospendere l’assistenza dell’Ue. La Commissione è quindi invitata a definire clausole commerciali favorevoli o sfavorevoli per i Paesi partner secondo il loro livello di lotta contro la violenza nei confronti delle donne.