La cultura del lutto” “

“Sondare una cultura delle esequie e mostrare nuove vie per un operato critico-costruttivo”: questa la finalità dichiarata del convegno “Cultura delle esequie: dare forma al futuro”, che si è svolta ad Erfurt, in Germania, dal 16 al 17 ottobre, cui hanno partecipato oltre 120 esponenti del mondo della scienza e del settore. “I cambiamenti attuali nell’atteggiamento verso la morte e il lutto e le nuove forme di esequie riflettono l’aumento dell’individualismo e della spersonalizzazione della nostra società”, ha affermato mons. Joachim Wanke, vescovo di Erfurt e presidente della commissione per la pastorale della Conferenza episcopale tedesca. Tuttavia, “il problema non è il cambiamento culturale, quanto lo svuotamento del senso dei riti e delle tradizioni inerenti alle esequie e al lutto per i defunti”. “L’incrollabile speranza in una nuova vita per i defunti caratterizza l’etica cristiana del lutto”, un’etica che “in linea di principio non è legata a determinate impronte culturali, ma è aperta anche a nuove forme di espressione”. Per il vescovo, “la vitalità e la pratica della memoria delle comunità cristiane nella celebrazione liturgica del dolore, della morte e della resurrezione di Gesù Cristo” costituiscono “un baluardo contro qualsiasi tendenza ad un’eliminazione meramente tecnica dei defunti”. Tra i comportamenti che aiutano a delineare una nuova cultura del lutto, mons. Wanke ha citato le esperienze fatte nelle celebrazioni per i defunti, rivolte anche a non cristiani, una “maggior disponibilità” mostrata dalle comunità cristiane a sostenere i congiunti e un atteggiamento “critico e consapevole circa la posizione cristiana” nel seguire “la discussione sociale sulla questione della dignità e dei limiti della vita umana, sollevata dalle nuove bioscienze”.