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Conferenza intergovernativa” “

La Conferenza intergovernativa, iniziata il 4 ottobre scorso a Roma, si è riunita cinque volte, due a livello di Capi di Stato e di Governo e tre a livello di ministri degli Esteri. Allo stato attuale dei lavori, pare prevalere l’orientamento favorevole al mantenimento del progetto di Costituzione presentato dalla Convenzione di Giscard d’Estaing. In realtà, la Presidenza italiana ha scelto di lasciare per ultimi i nodi spinosi sui quali è certa la battaglia diplomatica, ovvero la composizione della Commissione (Commissione ristretta contro il principio “uno Stato, un Commissario”) e il calcolo della maggioranza per le votazioni in Consiglio. In attesa di dibattere nei prossimi giorni di Commissione e maggioranza, la Presidenza italiana ha confermato per la fine di novembre e comunque prima del “conclave” di Napoli del 28/29 novembre la presentazione di una proposta per il testo finale della Costituzione. Sul tavolo negoziale emergono, tra le altre, queste posizioni. Presidenze dei consigli: consenso generalizzato all’eliminazione della proposta di creare un Consiglio legislativo, che dovrebbe affiancare quello europeo, approvando tutte le leggi insieme con il Parlamento europeo. L’idea viene sostenuta solo dall’Europarlamento, dalla Germania e dal Portogallo, mentre almeno otto Paesi ne hanno chiesto la cancellazione dalla bozza di Costituzione ed altri ancora ne hanno sollecitato una revisione del “taglio”. Consenso sull’affidare il Consiglio affari esteri alla presidenza del ministro degli Esteri Ue. “No” alla presidenza del Consiglio affari generali da parte del Presidente del Consiglio europeo. La Grecia ha proposto la presidenza dei Consigli settoriali per un periodo di 12 mesi (18 era la proposta italiana) ad un gruppo di tre Paesi, in modo tale da garantire una maggiore velocità nelle presidenze. Referendum: anche il Regno Unito ha dichiarato di opporsi a un eventuale referendum per la ratifica popolare della Costituzione europea. Ecofin: un pò a sorpresa, il Consiglio dei ministri dell’Economia e delle Finanze ha presentato una proposta alla Cig con la quale si chiede di diminuire fortemente il potere del Parlamento europeo in sede di approvazione di bilancio, nonché di cambiare da “proposta” a “raccomandazione” la comunicazione con la quale la Commissione avverte il Consiglio del rischio di sforamento del Patto di stabilità da parte di uno Stato membro. Valori cristiani: sono sette i Paesi che hanno ufficialmente chiesto di introdurre nel Preambolo un riferimento esplicito al Cristianesimo: si tratta di Italia, Polonia, Spagna, Irlanda, Repubblica Ceca, Lettonia e Malta. Malgrado il fronte del no risulti ancora maggioritario e compatto, solo il Belgio ha espressamente dichiarato la propria contrarietà.