inghilterra e galles" "
Presentato a Londra il primo rapporto annuale Copca ” “alla luce del "Rapporto Nolan" ” “” “
“Diamo il benvenuto a questo rapporto, consapevoli della nostra speciale responsabilità nel garantire la sicurezza dei bambini. I vescovi dell’Inghilterra e del Galles hanno accolto l’urgenza di applicare le migliori pratiche in questo ambito. In collaborazione con la Conferenza dei religiosi e la Conferenza nazionale dei sacerdoti, riteniamo di aver compiuto molti progressi”. Così mons. Vincent Nichols , arcivescovo di Birmingham e presidente del Copca (Ufficio cattolico per la protezione dei bambini e degli adulti vulnerabili), presentando nei giorni scorsi a Londra il Primo rapporto annuale Copca. Riferendosi al periodo gennaio-dicembre 2002, il documento dà conto del primo anno di attività dell’Ufficio preposto dalla Conferenza episcopale dell’Inghilterra e del Galles alla prevenzione degli abusi sessuali verso i bambini alla luce del Programma d’azione elaborato nel 2001 da Lord Nolan. Questi, già Cancelliere dell’Essex University, era stato incaricato nel 2000, in seguito alla diffusione di notizie di abusi sessuali su minori da parte di uomini di chiesa, dall’arcivescovo di Westminster, card. Cormac Murphy-O’ Connor, di guidare un comitato indipendente per esaminare la questione all’interno della Chiesa cattolica di Inghilterra e del Galles ed offrire indicazioni per prevenire tali atti. Commissioni diocesane per la tutela dei bambini. “La terribile ferita inferta dagli abusi sui bambini – ha affermato ancora mons. Nichols – è causa di profonda angoscia per tutti noi, ma nell’affrontare in modo chiaro e inflessibile questa tragedia, riteniamo di poter ripristinare la fiducia nella Chiesa”. “Apertura, trasparenza e adozione delle procedure nazionali in materia alla luce delle migliori politiche di tutela dell’infanzia”: queste le “raccomandazioni” di Lord Nolan accolte dal Copca. “Le 22 diocesi dell’Inghilterra e del Galles – si legge nel rapporto – hanno fornito informazioni in materia al Copca. Ogni anno verrà loro richiesta una relazione dettagliata”. Intanto sono state registrate 148 richieste di intervento; 132 per abuso sessuale su minori e 16 per violenze fisiche. Dati che, precisa il documento, si riferiscono anche ad abusi commessi negli anni scorsi, ma denunciati soltanto ora. In ogni diocesi, informa ancora il rapporto, è stata istituita una Commissione per la tutela del bambino, spesso coordinata da un prete o un diacono, ma di cui fanno parte anche professionisti esterni e specialisti della materia che in tre casi ne sono altresì i responsabili. A livello locale, sono stati reclutati e formati 2.428 rappresentanti per la protezione dei bambini, attivi oggi in 2.663 parrocchie. Vigilanza e trasparenza. “Non esistono facili risposte – ha osservato la direttrice Copca, Eileen Shearer, impegnata da oltre venticinque anni nella tutela dell’infanzia -; questo rapporto segna l’inizio di un nuovo approccio alla protezione dei bambini nell’ambito della Chiesa cattolica che sta mettendo in campo diverse misure concrete per la creazione di un ambiente in cui i bambini e gli adulti vulnerabili possano sentirsi sicuri e sereni. Un processo contrassegnato dall’applicazione delle migliori pratiche e da assoluta trasparenza” ha precisato, e che si propone di “creare una cultura di consapevolezza e vigilanza”. La prevenzione degli abusi si attua, infatti, a partire da un’attenta selezione di persone idonee “ad occupare posizioni nelle quali potrebbero avere l’opportunità di commettere abusi (sui minori, ndr.) e, a causa del proprio ruolo, di esercitare il loro potere per occultarli”. E’ inoltre importante, si legge nel rapporto, la creazione di un “database centralizzato e confidenziale cui tutte le diocesi e le congregazioni religiose possano fare riferimento”, ma anche “un più stretto collegamento con gli organismi dello Stato a livello nazionale, tra cui il nuovo Archivio criminale”, come suggerito da Lord Nolan. Non vi è dubbio che “in passato le vittime di abuso abbiano a volte sperimentato mancanza di comprensione”; occorre viceversa che esse “vengano trattate in modo appropriato con sollecitudine e sensibilità”.