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La famiglia costituirà il tema centrale della XIX Assemblea del Coordinamento interdiocesano (Iko) in programma il 7 e l’8 novembre a Morges, nel cantone di Vaud. La principale sfida della pastorale familiare, secondo l’Istituto svizzero di sociologia pastorale (Spi) che ha presentato un rapporto, è di integrare i diversi modelli di famiglia nella vita della Chiesa cattolica, in quanto “il discorso teologico-dogmatico sul matrimonio e la famiglia non è attualmente al passo con la realtà sociale”. Il rapporto dello Spi non si limita a denunciare il discorso “monolitico ed in un certo senso obsoleto della Chiesa sul matrimonio”, ma propone anche soluzioni quali “l’accompagnamento, la misericordia, la fraternità e la riconciliazione”. Dopo aver evidenziato la diversificazione dei modelli familiari – tradizionale, monoparentale, ricomposta -, lo Spi sottolinea che “molte persone non comprendono perché esse non possano essere ‘accompagnate’ dalla Chiesa quando si trovano in difficoltà, ad esempio nello sgomento della separazione”. Il rapporto di conseguenza rileva che i valori familiari ritenuti “importanti” saranno “credibili e convincenti a patto che la pastorale ‘accetti’ senza condizioni gli individui, quale che sia il loro percorso esistenziale”. Di qui l’invito dello Spi ad “una certa fantasia e capacità di innovazione” al fine di “adattare la pastorale familiare alla realtà sociale”.