ccee" "
Ginevra: seminario delle Commissioni "Giustizia e Pace" europee” “
“La globalizzazione economica e la lotta al terrorismo minacciano il rispetto dei diritti umani nel mondo intero”: a partire da questa constatazione si è rinnovato l’impegno delle Commissioni Giustizia e Pace delle Conferenze episcopali europee, che si sono riunite nei giorni scorsi a Ginevra per la loro assemblea annuale. È stata ribadita la volontà delle Chiese di “lavorare affinchè i diritti umani e lo sviluppo duraturo guidino le decisioni economiche e politiche prese a livello nazionale e internazionale”. L’incontro di Ginevra è proseguito con un seminario di studi su “La giustizia sociale in un mondo globalizzato”, che ha messo a confronto rappresentanti delle organizzazioni internazionali, delle multinazionali alimentari e di organismi non governativi europei e dell’America Latina. È emerso, tra l’altro, che nell’Europa centro-orientale la percezione della questione Nord/Sud del mondo “è quasi inesistente, tranne che per specialisti come missionari, etnologi, rappresentanti di organizzazioni”, ha spiegato Piotr Cywinski , presidente del Club dell’Intellingentsia cattolica (Kik) di Varsavia. Questo perché, a differenza dell’Europa occidentale, “non abbiamo avuto colonie, quindi non abbiamo né complessi, né sensi di colpa”. La qualità della presenza dell’Europa nel mondo, a suo avviso, “si costruirà quindi attraverso gli stessi valori che la animano al suo interno: solidarietà, giustizia, sussidiarietà”, in una logica non assistenziale ma di scambio di beni e valori tra Nord e Sud. A tirare le conclusioni del seminario è stato Dominique Peccoud , consigliere dell’Oil (Organizzazione internazionale del lavoro, organismo delle Nazioni Unite). Gli abbiamo rivolto alcune domande. Come possono le Chiese essere maggiormente presenti sui temi della giustizia e della pace, in Europa e nel mondo? “Può esistere una collaborazione tra la Conferenza delle Commissioni giustizia e pace e le organizzazioni internazionali. Dovrebbero fare una richiesta affinché la Conferenza delle Commissioni Giustizia e pace sia inserita nella lista speciale delle ong accreditate presso le Nazioni Unite, in particolare presso l’Oil. Il prossimo mese di giugno, ad esempio, ci sarà una discussione su tutte le convenzioni internazionali che riguardano i migranti, allora è molto importante che le Chiese siano presenti. Le emergenze più grandi in Europa sono infatti la disoccupazione, soprattutto nei Paesi dell’Est, e l’immigrazione. Quando incontriamo i poveri, in qualsiasi parte del mondo, ci chiedono di poter partecipare alla creazione di opportunità lavorative. La sfida è dunque di sviluppare una strategia per un lavoro in condizioni decenti. Le ong a volte non si rendono conto che le organizzazioni multilaterali delle Nazioni Unite fanno ciò che i governi chiedono loro. In uno stesso governo ci sono ministri che intervengono presso organismi internazionali diversi, con posizioni diverse: ong e Commissioni giustizia e pace devono esigere coerenza politica dai loro governi”. Cosa servirebbe, invece, a livello di organizzazioni internazionali? “Servirebbe una organizzazione economica e sociale in grado di prevenire le guerre, che nascono sempre per motivi economici e sociali. Questa organizzazione potrebbe comprendere il Fondo monetario internazionale, la Banca mondiale, l’Organizzazione internazionale del commercio e l’Oil (perché il mandato dell’Oil, dalla nascita dell’Onu nel 1945, è di permettere lo sviluppo materiale e spirituale delle persone). Una nuova struttura che osservi e controlli tutte le organizzazioni internazionali, con un consiglio di sicurezza economica al suo interno”. Scheda La Conferenza delle Commissioni giustizia e pace d’Europa – creata all’indomani del Concilio Vaticano II – riunisce i rappresentanti di 27 Chiese europee per “promuovere la giustizia, la pace e il rispetto dei diritti umani”. Tra i gruppi di lavoro, uno appoggia la commissione che in Bosnia ed Erzegovina sta stilando il rapporto sui diritti umani; un nuovo gruppo è stato creato per il processo di pace nella regione dei Grandi Laghi; mentre il gruppo coinvolto nella stesura della Costituzione europea, si impegnerà anche nei lavori del Consiglio d’Europa sulla giustizia sociale e il dialogo interreligioso.