brevi-ue" "
Mentre proseguono le trattative sulla futura Costituzione Ue, si susseguono in ambito di Conferenza intergovernativa (Cig) le prese di posizione e le dichiarazioni di Governi e Istituzioni europee e nazionali. E se si chiede con insistenza che il Ministro degli esteri entri in carica entro la fine del 2004, pare delinearsi un favore più ampio sul principio “uno Stato, un Commissario”. Tabella di marcia: malgrado le posizioni a volte opposte su molti dei punti chiave del progetto di Costituzione, Francia e Portogallo fanno ormai ufficialmente parte di quei Paesi che vogliono terminare la Cig entro il 2003. Trattato di Nizza (che modifica il Trattato sull’Unione europea, i Trattati che istituiscono le comunità europee e alcuni atti connessi, firmato il 26 febbraio 2001 ed entrato in vigore il 1° febbraio 2003): tutt’altro che sopito è lo “scontro” in materia di ponderazione dei voti in Consiglio tra chi vuole mantenere in vigore le previsioni del Trattato di Nizza e chi invece sostiene la doppia maggioranza prevista dalla Convenzione. Polonia, Spagna, Malta ed Estonia, infatti, non lesinano dichiarazioni a favore di Nizza: le rispettive diplomazie hanno di recente ribadito la disponibilità a negoziare ad oltranza “per difendere i rapporti di forza tra i membri dell’Unione”. Ma il fronte favorevole alla doppia maggioranza è così ampio da far ritenere improbabile il ritorno a Nizza. Polemica Ecofin-Europarlamento: continua il braccio di ferro tra Parlamento europeo e Consiglio Ecofin a seguito delle proposte formulate da quest’ultimo con l’intenzione di ridurre il potere degli eurodeputati nel processo per l’approvazione del bilancio e di limitarne il ruolo anche nelle procedure previste dal Patto di stabilità. Unanime, l’assemblea di Strasburgo ha fatto sapere di respingere in blocco il pacchetto Ecofin, “minacciando” di votare contro la Costituzione se dovesse passare la linea dei ministri economici. Critiche della Commissione: pur lodando gli sforzi della Presidenza italiana, l’Esecutivo non risparmia critiche all’andamento della Cig. La Commissione si dichiara “preoccupata per la natura chiaramente intergovernativa dei negoziati”, ed auspica un ritorno allo “spirito dei tre moschettieri, tutti per uno e uno per tutti”.