No alla "lista dei Paesi di origine sicuri" ” “

Alla vigilia del Consiglio dei ministri della giustizia e degli affari interni dell’Unione europea che si è svolto il 6 novembre, Amnesty international ha denunciato che alcune delle proposte discusse durante questo incontro (come ad esempio la “Direttiva del Consiglio recante norme minime per le procedure applicate negli Stati membri ai fini del riconoscimento e della revoca dello status di rifugiato”) rischiano di impedire l’accesso dei rifugiati a una protezione efficace attraverso l’uso della cosiddetta “lista dei Paesi di origine sicuri”, l’impiego di procedure sommarie di verifica ai confini e il ricorso a procedure d’appello inadeguate, in violazione del diritto internazionale dei rifugiati e dei diritti umani. Amnesty ha quindi trasmesso ai ministri della Giustizia e degli Affari interni una serie di raccomandazioni. “Mentre ci si avvia a definire la politica comune dell’Unione europea in materia di asilo – ha detto Dick Oosting, direttore dell’ufficio di Bruxelles dell’associazione – è evidente che il quadro complessivo che ne emerge per i rifugiati che cercano riparo in Europa è desolante. L’effetto combinato delle varie proposte all’esame della riunione di giovedì è che i rifugiati troveranno ostacoli a ogni tappa del loro cammino: quando cercheranno di entrare nel territorio dell’Unione europea, quando chiederanno asilo in determinati Paesi e quando dovranno presentare un appello degno di questo nome”. Amnesty, oltre il ritiro delle liste dei “Paesi di origine sicuri” chiede “che le procedure di appello siano in linea con gli standard internazionali”.