francia" "

Quale solidarietà?” “

Laicità e riforma delle strutture della Cef ” “all’assemblea dei vescovi” “” “

Si è aperta il 4 novembre, a Lourdes, l’assemblea plenaria dei vescovi francesi (Cef), sul tema “La Chiesa cattolica nella Francia di oggi. Da un secolo all’altro: relazioni con lo Stato, presenza nella società”. Due i temi principali toccati nella prolusione dal presidente dei vescovi francesi, l’arcivescovo di Bordeaux, mons. Jean-Pierre Ricard: la laicità (vedi anche Sir n.74/2003) e la riforma delle strutture della conferenza episcopale. All’assemblea partecipano circa 150 vescovi, dei quali 116 in attività, 14 emeriti e 14 rappresentanti di altre conferenze episcopali. Invitati anche esponenti delle altre confessioni cristiane. I lavori si concluderanno lunedì 10 novembre. Presentiamo alcuni passaggi della prolusione. Solidarietà in pericolo. “Si parla spesso di laicità in pericolo ma ciò che è in pericolo è la volontà dei francesi di vivere in modo solidale. Per fondare questa solidarietà sociale e nazionale, c’è bisogno di valori forti ed una concezione dell’uomo e delle relazioni umane quanto più possibile condivise. La Chiesa cattolica intende partecipare a questo lavoro collettivo, senza supplenze e senza lasciare che il suo apporto sia confinato alla custodia del patrimonio culturale, ma testimoniando la propria fede in Cristo”. “Tre sono i punti su cui deve concentrarsi il nostro lavoro: le relazioni con i poteri pubblici nel rispetto della neutralità dello Stato e della sua responsabilità nel garantire il culto, l’approccio alla laicità partendo dalla nostra riflessione ed esperienza ed il nostro contributo ad una migliore vita sociale in Francia”. “Viviamo in una società che assolutizza l’individuo, le sue aspirazioni, i suoi desideri. In questa prospettiva quale solidarietà può esserci tra le generazioni? Quale solidarietà tra categorie professionali diverse? Quale integrazione nei quartieri per non farli diventare dei ghetti? Quando diminuisce la solidarietà, quando si indebolisce la responsabilità comune allora avanza la violenza, nelle scuole, nelle fabbriche, nelle periferie. Bisogna riconoscere che esiste una crisi di trasmissione dei valori che non riguarda solo la famiglia, la scuola o le Chiese ma attacca i valori fondanti la Repubblica. E’ una sfida che non spetta solo allo Stato. La Chiesa cattolica è chiamata a fare la sua parte portando il messaggio di Cristo insegnando agli uomini a vivere solidarmente”. Riforma delle strutture. Altro tema toccato nella prolusione è stato quello della riforma delle strutture della conferenza episcopale: “privilegiare la responsabilità dei vescovi e il loro lavoro comune; alleggerire la complessità delle nostre funzioni; favorire le sinergie tra comitati, servizi e commissioni e garantire agilità di funzionamento per affrontare problemi nuovi che non mancheranno di sorgere. Sono questi gli obiettivi del nostro desiderio di riforma”. “Non si tratta di un lavoro fine a se stesso ma posto al servizio della missione a noi affidata. Che il soffio dello Spirito sia visibile anche nelle strutture e nel funzionamento della nostra Conferenza”. Solidarietà internazionale e migrazioni. Africa, Iraq, Terra Santa, Colombia, “da queste tragedie possiamo trarre un insegnamento: per costruire la pace non bisogna disprezzare il diritto. Le chiese locali testimoniano l’impegno coraggioso per la pace davanti ai conflitti che le toccano”. “Molti cristiani trovano nel Vangelo il coraggio di agire, spesso contro corrente, a ricevere asilo nel nostro Paese. A coloro che si stupiscono dell’impegno della Chiesa in questo campo ricordiamo le parole di Cristo, ‘ero straniero e mi avete accolto’. Questi movimenti migratori non possono che crescere in ragione delle evoluzioni demografiche e vanno considerati nelle loro dimensioni. La Chiesa è pienamente impegnata nella sua missione offrendo la sua propria cattolicità ed apertura alla universalità”.