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La seconda seduta del Parlamento europeo dei disabili” “” “
Il Parlamento europeo abbatte le barriere architettoniche e i deputati cedono gli scranni a trecento disabili. Lunedì 10 e martedì 11 novembre l’emiciclo di Bruxelles ha ospitato la seconda seduta del Parlamento europeo dei disabili, iniziativa promossa “per alimentare il dibattito e stimolare la politica europea a favore dei diritti delle persone con handicap”. Erano presenti delegati di associazioni locali, nazionali ed europee, provenienti da 28 Paesi. Al termine dell’incontro è stata votata una risoluzione sul seguito da dare all’Anno europeo dei disabili, nonché un manifesto rivolto al Parlamento europeo in vista delle elezioni del giugno 2004. Dalla parte dei disabili. Nell’Anno europeo dei disabili, che ormai volge al termine, non sono mancate negli Stati membri dell’Unione le iniziative di sensibilizzazione e di riflessione sui problemi legati all’handicap e lunedì 17 novembre la Commissione farà una dichiarazione nell’aula parlamentare di Strasburgo sulle attività realizzate nel 2003 e per darvi continuità. L’esecutivo guidato da Romano Prodi ha fra l’altro presentato lo scorso 30 ottobre un piano d’azione per le pari opportunità dei disabili nell’Ue allargata. “Il piano – si legge in una nota – copre il periodo 2004-2010: affinché le persone con handicap possano inserirsi appieno nella società, la prima fase, biennale, riguarderà principalmente la creazione delle condizioni per consentire loro l’accesso al mercato del lavoro”. Identificate quattro “misure prioritarie”: accesso all’impiego e mantenimento delle vita attiva, inclusa la lotta alla discriminazione; istruzione e formazione continua; nuove tecnologie per agevolare l’autonomia dei disabili; accessibilità agli edifici. “Siamo il 10% della popolazione. L’Ue non ci può ignorare”. Ma la seduta del Parlamento delle persone disabili (Peph) ha permesso un dialogo diretto tra i delegati e le istituzioni dell’Ue e ha costituito l’occasione per ricordare il decimo anniversario dell’adozione delle Regole standard delle Nazioni unite sui diritti degli handicappati. Unanimi i commenti dei delegati, interpretati dal presidente del Forum europeo delle persone disabili, Yannis Vardakastanis, che ha parlato di “un momento di importanza storica per far conoscere le nostre richieste politiche e per far sentire la voce dei disabili in difesa dei loro diritti”. “Siamo il dieci per cento della popolazione – ha affermato Vardakastanis -; le persone disabili non possono essere ignorate”. Dialogo aperto tra istituzioni e Forum. “Il Peph simbolizza l’importanza del contatto e del dialogo tra i cittadini e l’Unione”, ha sostenuto dal canto suo Pat Cox, presidente dell’Europarlamento. “Voi non sarete soli, noi saremo con voi, al vostro fianco”. La commissaria al lavoro e agli affari sociali, Anna Diamantopoulou, ha presentato le attività dell’esecutivo per integrare la questione-handicap nelle attività quotidiane dell’Ue. Ha spiegato che “in questa fase l’applicazione della direttiva in vigore sulla non-discriminazione nei posti di lavoro che dovrebbe proteggere le persone handicappate, solleva numerosi problemi negli Stati membri e conviene impegnarsi per risolverli”. Un “manifesto” per le elezioni di giugno 2004. Al termine della seduta, il parlamento delle persone disabili ha approvato il manifesto per le prossime elezioni che si terranno nei 25 Paesi dell’Unione “allargata”. Il documento ribadisce diverse richieste: anzitutto nuove legislazioni “per mettere le persone handicappate al riparo dalle discriminazioni in tutti i settori della vita”; chiede quindi che “la futura Costituzione europea garantisca che l’adozione delle misure legislative sulla non-discriminazione sia acquisita con un voto a maggioranza qualificata e non più all’unanimità”. “Le prossime elezioni europee – si legge – dovranno essere più aperte alle persone e ai candidati portatori di handicap”.