Croazia: la Chiesa della compassione” “

“Oggi la Chiesa e la società sono affette da una crisi di fedeltà” e la Chiesa rischia di diventare “ordinaria amministrazione”, una “cornice per la vita piuttosto che la sua stessa pienezza”. A lanciare l’allarme è uno dei maggiori teologi tedeschi, Johan Baptist Metz. In un’intervista pubblicata sull’ultimo numero del settimanale cattolico croato “Glas Koncilia”, Metz rimarca la “diffusa crisi di Dio” che fa sì che “nessuno si ponga più domande su di Lui”. Il mondo appare “privo di emozioni, non proprio ateo in senso classico; indifferente piuttosto”. “Nessuna religione può reggere a tanta indifferenza – osserva -: quando in passato esisteva il vero ateismo, la cristianità sapeva almeno con che cosa aveva a che fare”. Secondo il teologo “molte cose stanno cambiando nella Chiesa ma passivamente sotto la spinta anonima di rapporti vaghi e incomprensibili”, mentre “ci vorrebbero autentiche riforme”. Ulteriore minaccia, il “consolidamento” di ciò che Metz definisce la “Chiesa dell’ordinaria amministrazione” che condurrebbe “ad una diminuzione di coloro che se ne allontanano, ma ad un aumento dell’indifferenza al suo interno”. Di qui l’urgenza che la Chiesa recuperi la “sensibilità dell’anima” da cui trarre “forza e orientamento”. La bussola, per il teologo, è racchiusa nella “Chiesa della compassione, la Chiesa che sa cogliere la sofferenza altrui e vi partecipa, autentica espressione della passione di Cristo”.