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Rinnovamento pastorale, ecumenismo e impegno nel sociale. Sono queste le tre urgenze che la chiesa ateniese dovrà affrontare nel prossimo futuro. E’ quanto è emerso dall’Assemblea plenaria della Chiesa ateniese che si è chiusa nei giorni scorsi nella capitale greca. “Il cambiamento del volto della nostra chiesa locale ha detto al Sir, l’arcivescovo di Atene e presidente della Conferenza episcopale greca, mons. Nikolaos Foskolos – ci obbliga a riflettere sulla nuova situazione per studiare i nuovi orientamenti da seguire. L’organizzazione della nostra chiesa diocesana è rimasta ancorata alla fine degli anni ’60, in più dobbiamo tenere conto della diminuzione delle vocazioni e dell’età, sempre più alta, dei sacerdoti e dei religiosi”. A questi si aggiungono problemi di natura pastorale: “i nostri fedeli spiega l’arcivescovo sono cattolici della diaspora. Per capire basta dire che il numero dei cattolici stranieri è fino a sei volte maggiore di quello dei cattolici greci. Ciò comporta problemi pastorali, di mentalità e di linguaggio”. Da non trascurare, poi, l’impegno ecumenico e quello sociale nella società greca, “campi in cui abbiamo forti difficoltà. Essere cattolici in Grecia spesso può rappresentare una discriminante. Nonostante ciò, è da prevedere un nostro maggiore coinvolgimento nella vita sociale e politica anche attraverso l’opera di molti movimenti ed organismi, come la Caritas, ad esempio”. L’assemblea, cui hanno partecipato 180 persone, 10 per ogni parrocchia e comunità linguistica, più i rappresentanti dei vari gruppi e movimenti ecclesiali, oltre a presbiteri e religiosi, ha avuto un cammino di preparazione lungo un anno. “È stato un momento storico per la nostra chiesa conclude – che non ha precedenti. Non si è trattato di un Sinodo ma della risposta all’invito del Papa, lanciato nel Giubileo del 2000, agli operatori pastorali a tracciare il cammino delle chiese locali”.