ISLAM E CRISTIANESIMO" "

Come un mazzo di fiori” “” “

Un sussidio Ccee e Cec-Kek per la preghiera interreligiosa” “

Possono i cristiani e i musulmani pregare insieme? A questa domanda il Comitato congiunto “Islam in Europa” (che riunisce membri del Ccee e della Cec-Kek) ha cercato di dare una risposta, proponendo in un fascicolo una serie di riflessioni sulle difficoltà e i problemi che la preghiera comune suscita nelle varie Chiese. Il documento di studio (disponibile in diverse lingue su www.ccee.ch) offre in appendice una serie di modelli, esempi e testi utili. Ce ne sono per tutte le occasioni: rituali per la celebrazione di un matrimonio, modelli di cerimonia di chiusura dell’anno scolastico, esempi di preghiera del mattino (“Mio Dio ti ringrazio per questa giornata che inizia. Te la offro come un mazzo di fiori”), prima dei pasti (“la gioia di questo pasto sia anche quella di molte altre famiglie della terra!”), per chiedere perdono. Sempre nell’appendice, le Chiese propongono una serie di testi cristiani e musulmani utilizzabili negli incontri comuni: la preghiera di San Francesco o la litania musulmana dei 99 “bei nomi di Dio”. Ccee e Cec-Kek hanno anche pubblicato recentemente un documento redatto dal comitato “Islam in Europa” per “aiutare le Chiese a misurarsi con le sfide dell’incontro con i musulmani”(cfr Sir 80/2003). Una premessa. Il documento chiarisce che sulla preghiera comune “non si può parlare di consenso tra le Chiese” e che i materiali raccolti possono essere riferiti “solo ad alcune parti dell’Europa… gli esempi citati provengono da Francia, Germania, Olanda, Gran Bretagna, Spagna”: diverse sono anche le riflessioni teologiche elaborate in merito. Nel pensiero protestante, “Dio agisce non solo tra i cristiani, ma anche nel mondo intero”. Pertanto, i cristiani pur non potendo unirsi nella preghiera liturgica musulmana, possono esservi “rispettosamente presenti”. Diverso il punto di vista ortodosso che per vari fattori (contesto storico e motivazioni teologiche) nelle regioni dell’Europa tradizionalmente ortodosse, non hanno optato per la preghiera comune. Occasioni di preghiera. “Tuttavia – osserva il comitato del Ccee e della Cec-Kek – vi sono nella realtà molti esempi di eventi in cui musulmani e cristiani stanno insieme anche in modo consapevolmente religioso”. Per che cosa si prega? “Le situazioni che richiedono la preghiera – rispondono le Chiese – di solito non sono programmate, ma sono piuttosto una risposta ad avvenimenti della vita pubblica”: un incidente, una catastrofe nazionale o un conflitto internazionale. Sono tutte occasioni in cui cristiani e musulmani “possono avere il desiderio di esprimere la loro solidarietà attraverso la preghiera per confortare i familiari delle vittime o per invocare la pace”. Ma vi sono anche occasioni per così dire più quotidiane: nelle scuole elementari, per esempio, l’inizio e la fine dell’anno scolastico a volte vengono celebrati con preghiere e canti. La domanda è: si possono escludere i bambini musulmani da tali celebrazioni? E se vi partecipano, non dovrebbero poter dire una preghiera della loro tradizione religiosa? In discussione vi è anche il luogo: debbono essere chiese, moschee o luoghi neutrali come scuole, spazi all’aperto, ospedali? “Di solito – rispondono le Chiese – la situazione contingente determina il luogo. Non è impossibile incontrarsi in chiesa o moschea, ma ciò deve essere concordato in precedenza da tutti i gruppi”. Linee guida. Le Chiese invitano ad affrontare la questione “nella prospettiva della riconciliazione, non dell’aggressione” e a mettere in pratica la regola ecumenica: “state insieme agli altri ogni volta che potete, ma non misconoscete le differenze”. Il documento si conclude, proponendo alcune linee guida da tenere presenti: tutti i partecipanti devono essere preparati; indispensabile l’approvazione dell’organismo cristiano e musulmano preposto; i diversi scopi e contenuti debbono essere discussi prima.