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Fervono i preparativi, non solo organizzativi, per la prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà in Germania (Colonia, 16-21 agosto 2005). Pubblichiamo una nota di Matthias Kopp, portavoce della Gmg 2005: una riflessione in parte preoccupata, ma non certo pessimista, che parte dalla situazione tedesca e si allarga ad altri Paesi europei. “I giovani hanno bisogno di orientamenti. In Germania ci si chiede spesso chi dia oggi questi orientamenti. Non è un segreto: la Chiesa nel nostro Paese – sia essa cattolica o evangelica – cerca di offrirli ma è spesso inascoltata. Persino la scuola, quale garante a lungo termine della formazione della persona, è in crisi e viene chiamata in giudizio. A ciò si aggiunge una secolarizzazione crescente. Per altro verso la pressione a lasciare la Chiesa al di fuori della sociale è molto forte mentre nei nuovi Länder tedeschi e anche nelle aree che per tradizione sono maggiormente legate alla religione cattolica o evangelica il legame alla fede diminuisce. Induce a riflettere quanto emerso da un recente sondaggio condotto in Germania in cui si chiedeva ai tedeschi verso quale istituzione nutrissero ancora una grande fiducia. L’esito della scelta tra le 17 istituzioni indicate ha visto la Chiesa al penultimo posto. Eppure la Chiesa cattolica tedesca sente la responsabilità e non cessa di trasmettere orientamenti di vita alla luce della fede. All’inizio del XXI secolo questo impegno si é addirittura qualificato e rinvigorito pendendo spunto da chi si è imposto particolarmente questa missione nei confronti delle nuove generazioni: Giovanni Paolo II. E’ il Papa che ha definito i giovani del mondo “il vero segreto della Chiesa”, “costruttori di una nuova civiltà dell’amore e della giustizia”. E’ questo suo messaggio che si intende trasmettere in Germania alla la ventesima edizione della Gmg. Ai giovani viene lanciata la sfida di partecipare alla costruzione della Chiesa e di essere pietre vive di un unico edificio per dare alla società tedesca e al mondo un segno di speranza. Il Papa non a caso parla di “lievito nella società”, si aspetta con fiducia dai giovani che diventino costruttori della civiltà dell’amore. In un’epoca in cui, anche in Germania, la Chiesa non è più il criterio guida fondamentale per le nuove generazioni, in un tempo in cui dominano il consumo dei media e il materialismo, proprio in questa complessità si attende un segno forte, una confessione di fede, un “sì” alla vita che vada controcorrente, se necessario. Da questo punto di vista sempre più giovani cercano nella Chiesa “qualcosa di importante e di attraente”, qualcosa a cui valga le pena dedicare la vita. Probabilmente, a questo riguardo, la Chiesa ha la difficoltà a rendersi comprensibile ed allora occorre imparare meglio il linguaggio delle nuove generazioni, occorre mettersi sulla loro stessa “lunghezza d’onda” per crescere e per aiutare il mondo a crescere nella verità e nella pace. A questo servono le Giornate mondiali della Gioventù: a mostrare il volto giovane della Chiesa, il volto di Cristo che non si dissolve nel tempo e a osare una comunicazione efficace della fede. A dire che i giovani del mondo e i giovani tedeschi si preparano alla ventesima Gmg come si preparano alla costruzione di una nuova civiltà dell’amore e della giustizia.