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Che cosa ne è del matrimonio?” “

La domanda preoccupata della Chiesa cattolica al governo” “” “

“Ci rincresce che il governo non stia producendo delle proposte per rafforzare e sostenere il matrimonio. O il governo crede che il matrimonio, l’unione esclusiva di un uomo e di una donna per la vita, ha un ruolo speciale nella società o non crede affatto che abbia questo ruolo”. Queste le parole di mons. John Hine , vescovo incaricato della pastorale familiare nella Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, che in un documento diffuso in questi giorni, interviene in merito alla proposta di legge per la registrazione delle unioni civili, comprese quelle omosessuali. Rimuovere le discriminazioni ma difendere il matrimonio . La Chiesa cattolica “condanna tutte le forme di ingiusta discriminazione, violenza o abusi contro le persone omosessuali”, questa è una delle premesse contenute nel documento, che considera positivo il fatto che, “negli anni recenti, ci siano stati molti cambiamenti significativi nella legislazione per rimuovere le ingiuste discriminazioni contro le persone a motivo della loro sessualità”. Il testo analizza le varie proposte del governo miranti ad equiparare, in materia di diritti, le unioni civili al matrimonio, visto che il documento governativo precisa di voler “rimediare alla disuguaglianza che esiste tra coppie di sesso diverso o dello stesso sesso”. Mons. Hine espone le argomentazioni in opposizione al disegno governativo, riguardanti soprattutto la difesa dell’istituto del matrimonio: “Il segnale che la legge manderebbe alle nuove generazioni è che il matrimonio con moglie e marito, e una relazione tra persone dello stesso sesso, sono opzioni valide nella stessa maniera, in un contesto ugualmente valido per crescere dei figli. Elevando le relazioni tra persone dello stesso sesso ad uno status legale virtualmente equivalente al matrimonio civile, il segnale dato alla società sarebbe che queste due situazioni di vita meritano uguale rispetto e protezione”. Attenzione ai diritti dei bambini. Mons. Hine si preoccupa anche delle moderne tecniche di fecondazione assistita, che darebbero alle coppie gay la possibilità di avere figli propri: “A lungo termine – afferma – dobbiamo tener conto dei diritti dei bambini. È sbagliato imbarcarsi in una politica che potrebbe portare deliberatamente in questo mondo dei bambini deprivati della presenza di un padre e di una madre”. Pur ammettendo che molto spesso i bambini vengono cresciuti “con successo” da un solo genitore, questo “non dovrebbe essere un obiettivo delle politiche sociali”. Lo stesso discorso vale per le adozioni. Le vere minacce alla famiglia. Constatando la crescente rottura di molte convivenze eterosessuali, con conseguenze sui diritti dei figli, mons. Hine richiama “l’urgente necessità di una campagna governativa che pubblicizzi la legge esistente” e “incoraggi le coppie conviventi a vedere garantiti i loro stessi diritti e quelli dei bambini attraverso il matrimonio”. Certo, ammette, “quando si va ad analizzare le vere forze che minano il matrimonio e la famiglia, bisogna riconoscere che oggi lo status delle relazioni tra persone dello stesso sesso non è in cima alla lista: ci sono ragioni molto più profonde che covano contro la stabilità della famiglia”. Tra le tante, “una cultura ossessionata dal sesso, che svaluta impegni e fedeltà all’interno della relazione; un ambiente economico che non riesce a sostenere il matrimonio, impone eccessive ore di lavoro e lascia le famiglie con figli senza un giusto equilibrio tra lavoro e vita familiare”. Per questo esorta il governo “a prestare più attenzione al sostegno del matrimonio, e ad incoraggiare la stabilità della relazione”. Unioni civili non utili al bene comune. “Crediamo che le proposte del governo di creare unioni civili tra coppie dello stesso sesso non promuoverebbero il bene comune – sottolinea mons. Hine -. Perciò ci opponiamo fortemente”. Ma mentre “queste proposte non sono necessarie né desiderabili”, precisa, “rimane essenziale affermare e proteggere i legittimi diritti di ognuno, a prescindere dall’orientamento sessuale”. “La Chiesa cattolica – conclude – insegna che le persone omosessuali devono essere ‘accettate con rispetto, compassione e sensibilità’. Purtroppo questo non sempre corrisponde a realtà sia nella società sia nella Chiesa, perciò dobbiamo ancora lavorare per raggiungere questo obiettivo”.