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Francia: "restituire il gusto della vita"” “

“La secolarizzazione culturale della nostra società tocca non solo chi è estraneo ad ogni tematica religiosa, ma anche la parte di popolazione formalmente cattolica” che, pur “appartenendo alla Chiesa attraverso il battesimo”, non “coglie il senso e non percepisce più il richiamo della legge evangelica allineandosi così ai principi di comportamento generale della nostra società”. Un panorama allarmante, quello della religiosità in Francia; a delinearlo con preoccupazione l’arcivescovo di Tours, mons. André Vingt-Trois. Ancorché i cristiani “non rinuncino necessariamente alla fede in Dio, o almeno al riferimento ad una trascendenza – osserva Vingt-Trois -, questo rimasuglio di religiosità trova facilmente soddisfazione in gruppi che propongono una forte convivialità e poco contenuto dottrinale ed etico. Molto calore e scarso impegno”. Del resto, aggiunge, “vi è la tendenza a respingere le indicazioni provenienti da ciò che viene considerato ‘autorità’, con la conseguenza frequente di rimettersi ad altri poteri occulti, dalla pubblicità ai media”. Come intervenire, allora? “Occorre aprire un campo della coscienza oggi ermeticamente chiuso – afferma mons. Vingt-Trois -, soprattutto per i giovani adulti ai quali non si tratta di far ritrovare la fede dell’infanzia, ma di proporre un primo annuncio del Vangelo”. “Prima di parlare di ‘pane di vita’ – conclude l’arcivescovo di Tours – Cristo ha nutrito la folla con la moltiplicazione di pani reali. Prima di proporre un cammino di salvezza eterna dobbiamo restituire il gusto della vita a uomini rinchiusi in una cultura di morte”.