“Di nuovo affermiamo che il terrorismo non uò essere giustificato da nessuna religione”. Lo scrivono in un appello i leader religiosi di Russia, Georgia, Azerbaijan, Armenia al termine di un incontro che si è tenuto a Mosca e al quale hanno partecipato il patriarca di Mosca Alessio II, il partriarca Aliya II di Georgia, il patriarca Garegin II della Chiesa apostolica armena e Sheikh-ul-Islam Allahshuqur Pasha-zade, presidente del Consiglio supremo musulmano dei popoli del Caucaso. Nell’appello, i leader religiosi hanno parlato delle sofferenze dei popoli del Caucaso, costretti a vivere nel disordine e nel terrore. “Terroristi, estremisti e politici radicali si legge nel messaggio cercano di usare le differenze etniche e religiose per giustificare scopi che sono lontani da ogni religione autentica. Le persone di nazionalità e religione diverse vengono rappresentante con l’immagine del nemico”. “Simili rappresentazioni affermano i leader religiosi promuovono un’ideologia totalitaria e nazionalistica e vanno a beneficio di chi cerca di allontanare la religione dalla vita della società e di condurla contro di essa”. Per “porre fine ai conflitti nel Caucaso, i leader religiosi chiedono di coinvolgere nella vita pubblica le minoranze etniche, di assicurare a tutti la libertà di fede e di religione e l’opportunità di sviluppare la loro cultura e la loro lingua