Euromed: "destino comune"” “

Si è svolto a Napoli nei giorni 2 e 3 dicembre il sesto vertice dei ministri degli esteri della Conferenza euromediterranea, che rappresenta i 25 membri dell’Ue e gli Stati della sponda sud del Mediterraneo. Di rilievo l’assenza del Segretario generale della Lega Araba, Amr Moussa, in polemica con le posizioni del Governo italiano giudicate “filo-israeliane”. “Destino comune” è la parola che ha fatto da leit motif ai lavori della Conferenza. Medio Oriente – Il conflitto israelo-palestinese ha rappresentato l’argomento centrale del vertice. I ministri hanno unanimente espresso la convinzione che la Road map costituisce il percorso obbligato sulla via della pace e si sono felicitati con le parti in causa per gli accordi di Ginevra, che rilanciano il patto siglato ad aprile. “L’obiettivo – si legge nella Dichiarazione finale di Napoli – è la creazione di due Stati”. Confermata l’opposizione Ue alla costruzione del muro da parte del governo di Sharon. Critiche anche alla gestione degli aiuti concessi da Bruxelles al governo di Quorei ed alla Anp di Arafat. Strutture comuni – Al fine di ottenere pace e sviluppo economico e sconfiggere intolleranza e terrorismo, il vertice ha sancito l’istituzione di almeno tre strutture comuni al Processo euromediterraneo iniziato a Barcellona nel 1995. Una “ Assemblea parlamentare euromediterranea” composta da 240 rappresentanti dei 37 Paesi Euromed; una Fondazione Euromediterranea” e una “Banca Euromediterranea”. Iraq – I ministri hanno invocato per l’Ue “un ruolo significativo nella ricostruzione politica ed economica”, accanto ad un “ruolo forte e vitale ” per l’Onu. Il vertice, secondo il quale vi è la necessità di preparare un “calendario realistico” per il trasferimento del potere politica ad un governo autoctono, ha proposto la “creazione di un fondo donatori multilaterale e trasparente per incanalare il sostegno della comunità internazionale”. Regioni – Le conclusioni del vertice Euromed hanno accolto le richieste della “Conferenza interistituzionale dei popoli uniti dal Mediterraneo”, che si è svolta a Palermo il 27-28 novembre, con il mandato di “dare maggiore sostanza al Processo di Barcellona” e di “portare il partenariato più vicino alla società civile”.