Cattolici e anglicani: intervista con il ” “vescovo di Portsmouth Crispian Hollis ” “” “
“Un momento di genuina tristezza ecumenica”. Così mons. Crispian Hollis , vescovo cattolico di Portsmouth, diocesi del sud di Inghilterra e presidente del Dipartimento per la missione e l’unità della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, ha definito la decisione presa congiuntamente dal Vaticano e dalla Comunione anglicana di rinviare la sessione plenaria della “Commissione Internazionale cattolicaanglicana per l’unità e la missione” (Iarccum) e il compito ad essa affidato di preparare la pubblicazione di un documento comune sulla fede. La sospensione dei lavori è stata presa nel corso di un incontro che si è svolto in Vaticano il 25 novembre scorso in seguito alla consacrazione negli Stati Uniti di un vescovo omosessuale (vedi nella pagina precedente). Sulla questione e sul futuro del dialogo ecumenico tra anglicani e cattolici abbiamo intervistato mons. Hollis, che per tre anni ha fatto parte di “Iarccum”. Vescovo Hollis, come mai questa crisi nel dialogo ecumenico? “Non parlerei di crisi, ma di un ritardo, le trattative sono state posticipate. In questo momento la comunione anglicana è divisa tra chi sostiene l’ordinazione del vescovo omosessuale Gene Robinson e chi la oppone. Non vi è quindi un rappresentante o un portavoce che possa parlare a nome di tutti gli anglicani. Occorre che queste ferite vengano risanate perché le trattative possano continuare. Noi cattolici continuiamo ad essere in dialogo con gli anglicani per migliorare la comprensione che abbiamo gli uni degli altri, ma per fare questo dobbiamo avere un interlocutore preciso. Il primate anglicano Rowan Williams sta lavorando molto duramente per preservare l’unità. Noi lo sosteniamo in questo lavoro, sperando che gli anglicani possano raggiungere piena e visibile unità”. In che modo lo sostenete? “Mantenendoci in contatto con i vescovi anglicani e collaborando con loro da vicino. Nella mia diocesi, a Portsmouth, nel sud di Inghilterra, ci sono quattro vescovi anglicani. Parlo con loro regolarmente e ci capiamo e sosteniamo a vicenda, siamo amici”. Quali sono le difficoltà più gravi sulla strada del dialogo? “Gli argomenti sui quali non riusciamo a trovare un accordo sono l’ordinazione delle donne pastore e vescovo e scelte morali che non possiamo condividere come aborto e contraccezione e poi il grave nodo del ruolo del Vescovo di Roma e dell’autorità all’interno della chiesa. Non penso però che le divergenze siano di sostanza. Non credo cioè che crediamo davvero in cose diverse: penso piuttosto che abbiamo punti di vista diversi. In questi anni il dialogo ha continuato a camminare. Non si tratta di un processo statico ma molto dinamico”. Quale è il progresso più importante che avete fatto? “In Inghilterra – posso parlare soltanto dell’Inghilterra perché sono stato coinvolto nel dialogo qui – anglicani e cattolici hanno fatto progressi sul tema dell’Eucarestia, sul ministero sacerdotale e sul ruolo dell’autorità. Le due Chiese hanno dimostrato amore e buona volontà reciproche”. Quando sarà il prossimo incontro? “A febbraio, a Seattle il dialogo della Iarccum continuerà non negli incontri plenari ma nei sottogruppi”.