ecumenismo" "

Kek-Cec: lettera all’Europa” “

È il pastore Jean-Arnold de Clermont il nuovo presidente della Kek, la Conferenza delle Chiese europee, eletto durante la prima riunione del nuovo Comitato centrale (Ginevra, 13-18.12.2003), uscito dalla XII Assemblea del giugno scorso a Trondheim. Dopo il metropolita ortodosso Jérémie, è il turno dei protestanti alla guida della Kek. Finora presidente della Federazione protestante francese, con una lunga esperienza ecumenica e di servizio nell’Africa centrale, il pastore de Clermont sarà affiancato da due vicepresidenti, l’arcivescovo ortodosso d’Albania Anastasios e la pastora luterana svedese Margarethe Isberg. Sarà poi un gruppo di 7 membri (3 protestanti, 3 ortodossi, 1 anglicano) a lavorare come “comitato esecutivo”. Quattro sono le priorità che de Clermont ha indicato nel discorso di insediamento: approfondire il dialogo protestante-ortodosso all’interno della Kek; creare nuovi spazi di dialogo con il sud del mondo; rendere la Kek più “leggibile” per le Chiese e la base, coinvolgere maggiormente i giovani nella vita della Conferenza. Oltre alle elezioni per il rinnovo delle cariche interne e per le diverse commissioni, c’è stato ampio spazio per il dibattito sulla programmazione del lavoro per i prossimi 7 anni. Una prima questione di fondo, presentata dal segretario generale Keith Clements, riguarda la riconfigurazione degli organismi ecumenici e dei loro rapporti. La Kek vuole cioè ripensare il proprio rapporto con il Consiglio mondiale delle Chiese, di cui è membro, con gli altri organismi ecumenici (Federazione luterana, Comunione anglicana, Consigli nazionali delle Chiese, concordia di Leuenberg…) e anche con la Chiesa cattolica, che è sempre stata attiva nella collaborazione, ma non membro di tali organismi. Questa necessità si impone a motivo del nuovo scenario internazionale ed ecumenico, rispetto ai decenni che hanno visto nascere queste strutture. Il futuro dell’Europa e il processo di crescita dell’Unione hanno impegnato parte considerevole dei dibattiti di questi giorni. Il 2004 sarà “un anno estremamente importante” per il Continente intero poiché nell’agenda dell’Ue ci sono una serie di scadenze importanti che “metteranno alla prova il futuro dell’Europa”, si legge nella Lettera alle Chiese su “l’Europa del 2004”, inviata il 18 dicembre da Ginevra. Le Chiese, che in questi anni si sono spese per dimostrare che “l’Europa è più grande dell’Unione europea e che l’integrazione è più che un allargamento geografico”, intensificheranno in futuro il loro impegno nel dibattito sui temi riguardo le relazioni tra i popoli e le culture in Europa. Anche perché, criticano i membri del Comitato centrale, nella fase finale della Conferenza intergovernativa le negoziazioni sono state ancora dominate “da un’eccessiva enfasi su questioni di interesse privato e ricerca di potere, piuttosto che sulla solidarietà e sulla dignità umana”.