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Ripensare il sociale” “

La Chiesa si interroga sulle imminenti riforme sociali in Germania ” “” “

Riforme dello Stato sociale: in Germania se ne discute da mesi. Su questo tema, il 12 dicembre 2003 la Commissione per le questioni sociali della Conferenza episcopale tedesca ha presentato un contributo che ripropone “l’opzione fondamentale per le persone svantaggiate nella nostra società”. Ne abbiamo parlato con mons. Josef Homeyer , vescovo di Hildesheim e presidente della Commissione per le questioni sociali. Quali problemi sociali preoccupano la Chiesa tedesca e come influiscono sulle prospettive delle nuove generazioni? “Dopo un periodo in cui la necessità di riforme non veniva percepita o ignorata, sia il Governo che l’opposizione hanno formulato proposte di ampia portata per assicurare un futuro ai sistemi di previdenza sociale. Le riforme vanno introdotte con urgenza: le variazioni demografiche, l’erosione di forme di solidarietà quali la famiglia e la costante disoccupazione di massa impongono modifiche sostanziali all’azione dello Stato nel sociale, ai sistemi assistenzialistici e al diritto tributario. La Chiesa cattolica tedesca sostiene questi sforzi ma chiede nel contempo che le riforme non siano miopi ma che assumano una prospettiva più ampia. Ciò significa anche dare voce a coloro i cui interessi sono spesso pianificati in modo meno efficiente, come i disoccupati, le famiglie e le generazioni future”. La dottrina sociale cattolica tedesca vanta una forte tradizione… “La dottrina sociale della Chiesa è fiera della sua ricca tradizione, particolarmente alle grandi encicliche sociali. In Germania esiste anche il pronunciamento della Conferenza episcopale e del Consiglio evangelico “Per un futuro nella solidarietà e nella giustizia”, (1997). La dottrina della Chiesa va sempre ripensata per adattarla alle condizioni economiche e sociali in costante mutamento. I poveri, gli esclusi e gli emarginati della nostra società sono al centro dell’attenzione della Chiesa. Circa le riforme, se tutto resta così, saranno i deboli a pagarne le spese, perché sono loro a dipendere di più dall’assistenza dello Stato sociale”. Lo Stato sociale tedesco garantisce anche la giustizia sociale? “Finora, gli interventi di politica sociale hanno permesso di prevenire la povertà, di eliminare l’ingiustizia e di attenuare i conflitti sociali. A tal fine, la Germania destina attualmente due terzi del Pil, e ciononostante nel nostro Paese esistono situazioni da definire quasi scandalose: si pensi alla situazione precaria di molte famiglie e al fatto terribile che nella nostra società i bambini rappresentano un rischio di povertà; al numero in crescita di disoccupati di lungo periodo, così come alla percentuale, anch’essa crescente, di persone cui il nostro sistema scolastico non offre più pari opportunità”. “Ripensare il sociale”: il testo in sintesi “Ripensare il sociale. Per una politica delle riforme orientata a lunga scadenza”, è il titolo del documento che analizza la situazione in Germania, dove, secondo i vescovi, “le risorse sociali della solidarietà e della responsabilità individuale sono state visibilmente indebolite”. Diverse le ‘sfide’ da affrontare: “le variazioni demografiche, la disoccupazione strutturale, l’erosione di vecchie forme di solidarietà come la famiglia”. Tra gli ostacoli alle riforme, “il corporativismo e la prevalenza di interessi particolaristici”, “la tendenza a circoscrivere la politica sociale ad una politica della distribuzione”. Sul piano pratico, la Commissione propone tra l’altro di impiegare i modelli di “sussidiarietà e solidarietà”, dando spazio a famiglia, la Chiesa, i sindacati, le associazioni, entità capaci di dare contributi fondamentali al sociale”. Il rafforzamento del federalismo, l’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni statali e la creazione di un sistema di controllo dello Stato sociale sono altri provvedimenti indicati nel testo.