CHIESE EUROPEE" "
“Fin quando questo Paese non offrirà concrete possibilità di lavoro e di crescita personale, la gente albanese tenderà a cercare all’estero migliori condizioni di vita”: lo ha detto al Sir suor Sofia Mosca, da un anno direttore della Caritas di Tirana, interpellata dopo la tragedia del mare dei giorni scorsi quando sono morti 20 clandestini e altri sette risultano tuttora dispersi. “Fino al ’92, sotto il vecchio regime, la gente viveva nei villaggi spiega suor Sofia nessuno osava ribellarsi o spostarsi, si coltivavano piccoli orticelli, seppure in povertà tutti mangiavano. Ora, invece, la situazione è cambiata. Chi non riesce più a vivere nelle proprie terre si sposta verso le città, in cerca di condizioni migliori. A Tirana, ad esempio, oggi si trova tutto, come in una qualsiasi città italiana, ma a prezzi molto cari. Ma la povertà è di molto aumentata e posso dire che è immensa”. Secondo la religiosa, che fa parte della congregazione delle suore della Carità di Santa Giovanna Antida, “gli albanesi non vengono in Italia per il gusto di venirci, ma come i nostri genitori si spostavano negli anni ’50 e ’60 dal Sud al Nord, così loro cercano di raggiungere altri Paesi europei in cerca di una maggiore dignità di vita”. La Caritas di Tirana ha ricevuto aiuti da varie realtà ecclesiali italiane, tra cui la Cei, la diocesi di Vicenza e di Padova. Recentemente è stato aperto un centro di accoglienza per bambini di strada. Nei villaggi dei dintorni sono anche stati avviati alcuni corsi di taglio e cucito per le ragazze, perché possano guadagnarsi da vivere col mestiere di sarta.