GERMANIA" "

La Bibbia e i bambini” “

Bet, un’iniziativa ecumenica in Germania per "seminare speranza"” “” “

L’anno della Bibbia appena conclusosi è stato caratterizzato da svariate iniziative finalizzate ad approfondire la conoscenza della Scrittura. Bibel-Entdecker-Tour (Bet) è il nome della manifestazione ecumenica organizzata in Germania per i bambini dai 10 ai 14 anni. Vi hanno preso parte 5.940 gruppi di tutte le Chiese ed associazioni per un totale di circa 120.000 bambini, nonché oltre 400 gruppi svizzeri, 15 austriaci, 12 danesi e 12 tra lussemburghesi e belgi. Una specie di caccia al tesoro nascosto nella Bibbia in cui, alla partenza, ogni gruppo riceveva uno zaino contenente 12 oggetti che avevano lo scopo di favorire la scoperta dei racconti biblici. Ne abbiamo parlato con Albrecht Kaul , vicepresidente dell’organizzazione giovanile evangelica Cvjm, e con Michael Kühn , direttore del Servizio per la pastorale giovanile della Conferenza episcopale tedesca. L’iniziativa è stata un successo. Quali gli aspetti positivi e quali i negativi? AK: “I contatti ecumenici intercorsi sono segni incoraggianti di un ecumenismo alla “base”. I bambini che si conoscevano a scuola si sono riconosciuti vicendevolmente come Cristiani. In alcune regioni i contatti sono stati ulteriormente approfonditi. Nei Länder della Germania orientale e settentrionale, il Bet è stato un evento per i bambini che costituiscono una minoranza nella loro classe e nel posto in cui vivono”. LK: “Il Bet, che si inseriva nel contesto dell’Anno della Bibbia, ha riscosso grande successo. Un approccio semplice ai temi biblici, che ha eliminato la paura di occuparsi di questi argomenti, il conoscere la Bibbia come “libro importantissimo” dei cristiani e l’aver sfatato il pregiudizio secondo cui i cattolici non sono interessati alla Bibbia sono alcuni tra gli aspetti positivi. Per quanto riguarda gli aspetti negativi, in alcune regioni ci saremmo aspettati una partecipazione maggiore”. Quali sono le difficoltà nel trasmettere la Bibbia a bambini e giovani? AK: “La Bibbia viene considerata come qualcosa di vecchio, non scientifico e anacronistico. Da questo punto di vista l’ateismo (sia occidentale che orientale) ha distrutto o non ha fatto nascere affatto la fiducia nei testi sacri. Una Bibbia adatta ai bambini (realizzata dal Bet) fa capire già esteriormente che non si tratta di un libro nero e poco interessante. Ogni zaino conteneva una di queste Bibbie, disponibili anche per l’acquisto. Nel trattare i testi, i bambini hanno compreso che non si tratta di “storie vecchie” ma che hanno significato ed effetto oggi”. LK: “La Bibbia non è un libro da prendere semplicemente in mano. Nelle nuove generazioni, la conoscenza della fede diminuisce e i ragazzi e i giovani non conoscono nemmeno i passi della Bibbia più noti. La Bibbia non viene vista come un libro importante, si dubita della sua veridicità. Il Bet ha cercato di comunicare i fatti fondamentali: la Bibbia come Verbo di Dio, storia di Dio con gli uomini, fonte di fede per i cristiani. Per il resto è stato adottato un metodo attivo, di gioco e di cammino”. Il B-E-T ha voluto reagire all’allontanamento dei giovani dalla fede. Come? AK: “Con questa azione abbiamo raggiunto solo bambini inseriti in gruppi cristiani o che partecipano alle lezioni di religione a scuola, rafforzandone la fede e contrastando l’allontanamento dalla religione. Se i bambini acquisiscono fiducia nella Bibbia e in Gesù Cristo, ciò può segnarli per la vita. Il lavoro con i bambini e i giovani è una semina di speranza – e noi abbiamo seminato abbondantemente – adesso tocca a Dio donare la crescita. È urgente promuovere iniziative per i bambini fuori della Chiesa”. LK: “Il Bet è stato accettato dai gruppi ecclesiali ma vi hanno partecipato anche gruppi scolastici. Specialmente nelle scuole, visto che all’ora di religione partecipano anche ragazzi non praticanti, si è colta l’occasione per realizzare un primo contatto con la Bibbia provando a scegliere le storie che riescono a dialogare anche oggi con i giovani e trasmettere loro un’esperienza religiosa”. Sono previste altre iniziative simili? AK: “Il Bet vuole essere un incoraggiamento per piccoli gruppi ed individui. Manifestazioni così grandi non possono sostituirsi al lavoro in loco, ma confermarlo offrendo nuovi impulsi. Pensiamo tra 4-5 anni di ripetere l’iniziativa, perché ogni generazione ha diritto ad una manifestazione così grande”. LK: “Nei preparativi della Gmg sicuramente si tiene conto dei risultati di questa iniziativa, prendendo spunto dalle attività svolte durante il Bet: ad esempio si pensa ad un tema biblico per ogni mese. La Via Crucis ecumenica, organizzata dai giovani, rispecchia i racconti della passione. Sono interessanti anche progetti che invitano i giovani a raccontare un brano della Bibbia con linguaggio artistico ed espressivo”.