ECUMENISMO" "

La nostra speranza” “

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: iniziative in Europa” “

Si svolge dal 18 al 24 gennaio La “Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani” che quest’anno ha per tema “Io vi lascio la mia pace” (Gv 14,23-31). Il tema è stato proposto a livello mondiale da un gruppo ecumenico della città di Aleppo (Siria), composto da rappresentanti cattolici, ortodossi, precalcedonesi, protestanti. “Oggi il mondo – scrivono – ha bisogno di cuori grandi e misericordiosi, ha bisogno di questa preghiera che sgorga fra i lamenti dell’umanità”. “La pace in questo mondo – aggiungono – sembra essere inafferrabile, ed è ostacolata in ogni suo passo”. “La nostra speranza è che il terzo millennio sia un millennio di pace, un millennio di ritorno alla fede in Dio”. Ecco alcune iniziative in Europa. svizzera. Sul portale della Chiesa cattolica, si ricorda che nel 2004, i cristiani del mondo celebreranno di nuovo nella stessa data la Pasqua. “Il mistero pasquale – si legge nel sito – è la fonte della nostra speranza e della nostra missione, promessa di una pace che è possibile. Ci ricorda che se la violenza, l’ingiustizia e l’odio possono aumentare, è la potenza di Dio che trasforma la morte in vita”. L’anno 2004 si trova inoltre nel pieno del Decennio “Vincere la violenza”, promosso dal Consiglio ecumenico delle Chiese, “iniziativa che ci invita alla preghiera e ci chiama a impegnarci nella ricerca della pace”. Francia. “Come testimoniare il dono che Cristo ci ha fatto della sua pace, in un mondo affranto dalle guerre?”. E “quale credibilità può avere questa testimonianza se le Chiese che la propongono rimangono divise”. Si apre con questi interrogativi l’editoriale di padre Michel Mallèvre, sulla rivista “Unité des chrétiens”, promossa dalla Conferenza episcopale francese. Il responsabile dell’ufficio per l’ecumenismo ricorda che “una grande maggioranza di Chiese ha saputo recentemente unirsi per rifiutare la guerra in Iraq… In un momento in cui si parla di stagnazione del cammino ecumenico, questo impegno comune per ‘vincere la violenza’ merita di essere sottolineata”. Numerose le iniziative organizzate dalle Chiese francesi per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Da Grenoble a Versailles, in quasi tutte le diocesi di Francia sono in programma dal 18 al 25 veglie di preghiera, celebrazioni ecumeniche, incontri sul tema. Interessante l’iniziativa di Troyes dove il 9 febbraio è in programma un incontro interreligioso sul tema “le religioni: fattori di pace?” al quale parteciperanno Hocine Raïs della Grande Moschea di Parigi, il gran rabbino Sirat e mons. Teissier, vescovo di Algeri. Italia. In vista della Settimana di preghiera, i responsabili delle Chiese cristiane in Italia hanno inviato alle comunità un messaggio comune in cui viene presentato il tema. Il testo è firmato da mons. Giuseppe Chiaretti per i cattolici, dal metropolita Gennadios, per gli ortodossi e da Gianni Long per i protestanti. La pace – affermano – è per i cristiani “un testamento di vita. Un impegno per la vita”. Ma – aggiungono – “la testimonianza di pace data da una Chiesa divisa è segnata da gravi ambiguità, in ogni modo è strutturalmente debole, poco credibile, nonostante la bontà dello scopo”. Vi è dunque un nesso “fondamentale” fra l’unità dei cristiani e la pace tra gli uomini. Parte dalla Cittadella ecumenica “Taddeide” (che si trova in Centro Italia) l’iniziativa di accendere ogni giovedì nella propria casa la “Lampada dell’unità” quale segno di offerta della propria vita “perché tutti siano una cosa sola”. In Italia, come ogni anno, la Settimana è preceduta (il 17 gennaio) dalla Giornata del dialogo ebraico-cristiano. Spagna. Cattolici in casa ortodossa, evangelici in chiese cattoliche e viceversa. Così si svolge, in un clima familiare e fraterno, la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. La Conferenza episcopale spagnola (Cee) ha messo a disposizione sussidi pastorali per aiutare le comunità a preparare le meditazioni, le veglie ecumeniche e le omelie. Un avvertimento sull’impossibilità dell’intercomunione arriva dalla Commissione per i rapporti interconfessionali della medesima conferenza episcopale che in un messaggio diffuso per l’occasione così scrive: “Non è possibile partecipare nella stessa mensa del Signore se non siamo riuniti sotto lo stesso tetto della Chiesa”. Il documento è firmato da mons. Ricardo Blázquez, vescovo di Bilbao e presidente della Commissione. Nella locandina di quest’anno si vedono delle mani che trasmettono la pace a tante altri mani, “significando il dono della pace che procede da Dio e ricevuto dagli uomini”.